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24.8.02

Blade II


Blade II (USA/Germania, 2002)
di
Guillermo Del Toro
con
Wesley Snipes, Kris Kristofferson, Ron Perlman, Thomas Kretschmann

La prima apparizione cinematografica del mezzo vampiro nato sulle pagine de La tomba di Dracula ha rappresentato un passo importante per la riscoperta del cinema-fumetto. È stato infatti il primo film tratto da un comic Marvel a convincere sul serio pubblico e critica, ritrovandosi a fare da apripista per gli adattamenti dalla Casa delle idee. Tant'è che, fra ragni, mutanti, mostri verdi e diavoletti cornuti, siamo e saremo presto invasi. Curiosamente, la pellicola diretta da Stephen Norrington (che pare averci preso gusto coi fumetti, dato che è al lavoro su League of Extraordinary Gentlemen) era anche un ottimo lavoro. Pur avendo ben poco a che vedere col fumetto originale, infatti, si era ritagliata una sua precisa identità, in precario equilibrio fra stranianti atmosfere da horror crepuscolare e dirompenti scazzottate degne dell'attore protagonista.

Quattro anni dopo, il seguito è stato messo nelle mani dell'abile horrormaker Guillermo del Toro (suoi il valido Mimic e un paio di film in lingua ispanica osannati come cult un po' dovunque). Oltre al nome del regista, la presenza di un budget rimpolpato e il clamorosamente intrigante design dei mostri (al quale ha partecipato l'immenso Mike Mignola, il cui Hellboy, peraltro, sarà portato sul grande schermo proprio da Del Toro), promettevano bene e, tutto sommato, posso dire che hanno mantenuto.

Blade II, rispetto al primo episodio, punta un po' meno sull'atmosfera e molto di più sull'azione: la struttura del film è la stessa, ma le scazzottate e in generale i momenti action sono decisamente più lunghi. Nel complesso è un po' tutto un elevare a potenza gli elementi del primo film: più tamarritudine, più mazzate, più vampiri, più sangue, più tutto. Il risultato è un polpettone di sparatorie, battutacce che neanche Iena Plisskin, duelli, citazioni (perfino da Lo chiamavano Trinità) e squartamenti, che diverte per tutta la sua durata, a patto di essere nel "mood" giusto.

Il momento migliore del film, per paradosso sia suo maggior pregio che peggior difetto, è probabilmente la sequenza in discoteca, perfetta per coreografia e ritmo, ma allo stesso tempo talmente bella da rendere quasi inutile e superfluo tutto ciò che viene dopo. Tant'è che la pur bella parte nelle fogne e il successivo epilogo nella sede dei vampiri (a proposito: meravigliosa la visualizzazione in stile super mega corporazione mafiosa, con tanto di avvocato che fa il simpa) sanno a tratti di stanca.

Menzione d'onore per i validi effetti speciali: quasi inattaccabili nel mettere in scena la curiosa anatomia facciale dei vampiri mutati e putridi al punto giusto nelle numerose sequenze splatter (alleluiah! finalmente della carne in un film mainstream, è passato quasi un anno da Hannibal), deludono forse un po' quando si tratta di far volteggiare i personaggi durante i combattimenti.