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7.1.04

28 giorni dopo


28 Days Later (GB/Francia, 2002)
di
Danny Boyle
con
Cillian Murphy, Christopher Eccleston, Brendan Gleeson

Con questo film ho perso l'ultima oncia di fiducia nell'operato di Danny Boyle. Trainspotting a suo tempo mi aveva fulminato, ma ero un adolescente alcolizzato e, francamente, dal ricordo che ne ho e a giudicare dai film successivi di Boyle (che ricordo con maggiore chiarezza), dubito che rivedendolo lo apprezzerei allo stesso modo. A life less ordinary era appena appena divertente, The Beach si rivelò una gran cagata e questo 28 giorni dopo ne è la risultante merda fumante.

Un filmetto mediocre, un horror che di buono ha giusto l'idea di partenza (ovvero l'unica cosa non partorita da Boyle e dal suo degno compare Garland) e i primi minuti, ma che scivola velocemente nell'inutile e fastidioso. Boyle dimostra di fottersene altamente della possibilità di raccontare alcunché e passa tutto il tempo alla ricerca dell'inquadratura più ganza possibile: chiaro che, dai e ridai, fra una spennellata in digitale e l'altra, ogni tanto salta fuori qualche immagine evocativa (Manchester in fiamme, l'apparizione del jet fra le nuvole al termine dell'inseguimento sotto la pioggia), ma nel complesso il risultato è irritante e crea il solo effetto di generare distacco dal racconto, di non far appassionare per nulla alle vicende.

Un taglio pretenzioso e supponente, una colonna sonora quasi sempre fuori posto e una sceneggiatura all'insegna del prevedibile e dello sciatto, con personaggi insopportabili che dicono solo banalità e fesserie, completano il quadro. Non bastasse tutto questo, il film è un continuo e inesorabile declino: parte in maniera intrigante, prosegue a suon di fighetterie inutili e degenera, più o meno in concomitanza con l'arrivo al campo militare, in un tripudio di trash involontario e moralismi squallidi.

E mi ero perfino dispiaciuto di averlo perso al cinema, dove posso solo immaginare quanto rendesse bene quel digitale di merda...