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29.4.08

Hello beautiful!

Sgrauso e rancido su Youtube, fino a che non lo levano, in attesa di quello ufficiale. E mi sto già infastidendo all'idea di vederlo in italiano.

22.4.08

Juno

Juno (USA, 2007)
di Jason Reitman
con Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman, J.K. Simmons


Io a Jason Reitman ci voglio bene. Ci voglio bene perché insomma, al figlio di suo padre come faccio a non volerci bene? Che ok, Ivan ha diretto un discreto quantitativo di colossali stronzate, ma è anche il regista di Ghostbusters, mica cazzi. E già solo per questo la simpatia sale. Poi penso a quella cosetta bella di Thank You For Smoking, e, beh, allora magari il Jason la stima se la merita davvero. Poi vado a vedere Juno e comincio a chiedermi come faccia costui ad esercitare un tale ascendente su di me.

Che voglio dire, Juno è il prototipo del film che dovrebbe schifarmi e infastidirmi. Tutto carino e tenerino, con quei genitorini tanto bravi e adorabili, quella protagonista da prendere a schiaffi, quell'estetica un po' Sundance e fighetto-modaiola, quel modo di essere tanto intelligente, graffiante e divertente, ma diverso e ricercato. E allora come caspita ha fatto a piacermi tanto?

Forse perché il Jason è uno che si sceglie sceneggiature leggere ma tutto sommato anche intelligenti, capaci di cogliere nel segno senza mai risultare pedanti e, anzi, giocando su piccoli dettagli, trovate azzeccatissime, brandelli di poesia spicciola (quasi) mai stucchevole. E in più è anche uno che sa quello che fa con la macchina da presa, che costruisce inquadrature curate e di gusto, che riesce a farmi piacere la trovata stupidina e tanto scema, riesce a farmela diventare simpatica per davvero.

O magari è perché la ventenne Ellen Page si conferma davvero brava che non ci si crede. Già m'aveva stupito in Hard Candy, ma qui va pure oltre e mi fa venire una gran voglia di rivedere Juno nella lingua sua. Senza contare che il Jason sembra riuscire a far diventare credibile qualsiasi pezzo di attricetta, dalle smorfiette di Katie Holmes alle orecchie di Jennifer Garner.

Poi, capiamoci, non mi pare di aver visto quel capolavoro di rottura per cui sembra che lo si voglia far passare, ma incredibilmente questo non basta a farmelo diventare una merda. Sarà anche una questione di aspettative, del fatto che l'avevo preso in simpatia da tempo, ma la verità, semplice e tragica, è che una volta tanto un film che sembra delizioso a tutti tranne che a quelli che dicono che è la solita merdata furbetta e leziosetta e fintoalternativa di plastica, oh, cazzo, l'ho trovato delizioso per davvero pure io.

Una favoletta semplice semplice, dove tutti sono quelli che sembrano e in cui non ci sono personalità sfumate e affascinanti. No, è tutto prevedibilmente e tristemente semplice, banale, quasi vero. Ci sono battute azzeccatissime, gag divertenti e che ti danno di gomito, caratterizzazioni che in fondo non sono poi assurde come sembrano e, anzi, paiono tanto più credibili di molte altre, pur in questo racconto tanto folle e sopra le righe. Insomma, che bello bello bello.

Oh, comunque, casomai qualcuno si stesse preoccupando, ricordo a tutti che Amelie mi fa cacare (però che bella colonna sonora!), Me and You and Everyone We Know si limita a non farmi innervosire, I ♥ Huckabees mi ha infastidito a randa, Elizabethtown mi fa venire lo scorbuto e Little Miss Sunshine non è che mi sia piaciuto poi tanto.

Insomma, è solo che Juno, il film, mi sta simpatico. Juno, lei, mi sta un po' sulle palle, in tutta sincerità. Anche se si scopa i nerd, che è un tratto caratteriale che mi sento di apprezzare con una buona dose di sincerità. Però Juno, il film, mi piace assai. Hai detto niente.

17.4.08

Team America

Team America: World Police (USA, 2004)
di Trey Parker
con le voci di Trey Parker, Matt Stone, Kristen Miller, Trey Parker, Matt Stone, Masasa Moyo, Trey Parker, Matt Stone, Daran Norris, Phil Hendrie, Trey Parker, Matt Stone, un po' di tizi che imitano attori famosi, Trey Parker, Matt Stone


Team America è un film d'azione americano, un blockbusterone di quelli grossi, girato con tutti gli stereotipi del film d'azione americano ripresi per bene e portati all'eccesso, raccontato con quel fantastico modo di prendersi sul serio al di là della demenza, con quella comicità dell'assurdo che gli americani sanno tirare fuori così bene. E in più è recitato dalle marionette. Una figata, insomma!

E invece no, non è una figata, perché vedere le marionette (coi fili e tutto, eh!) che si menano e fanno tutte le cose che si fanno nei film d'azione, beh, è divertente alla prima scena, ma già alla seconda si limita a provocare un sorriso e alla terza ti vien voglia di alzarti e andare a tagliarti le palle in segno di contrita penitenza. Come spesso accade con queste operazioni, a voler fare la parodia che punta molto sull'iperbole finisci per scartavetrare i maroni mettendo in scena quegli stessi stereotipi che stai prendendo per il culo.

Poi, per carità, Kim Jon Il che parla come Cartman, si incazza come un bambino e canta "I'm ronery" fa sghignazzare per davvero, almeno un paio di altre canzoni hanno testi vagamente geniali e, soprattutto, "Matt Damon". Però tutto questo, seppur impreziosito da litri di sbocco, soffoconi e cacate in faccia, non basta a fare un'ora e mezza di film decente. Magari in venti minuti andava meglio.

(comunque da vedere in lingua originale, o ci si perde praticamente tutto quello che fa ridere)

16.4.08

Onora il padre e la madre


Before the Devil Knows You're Dead (USA, 2007)
di Sidney Lumet
con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei


Quanto il titolo italiano di 'sto film faccia cacare e non valga un decimo dell'originale non vale neanche la pena dirlo, ma ormai sono talmente fissato su 'ste cose da essere macchietta e non posso certo uscire dal personaggio. Quanto bravo sia Philip Seymour Hoffman, bravo da far paura, bravo nonostante qualsiasi doppiaggio, bravo perché recita col corpo come pochi altri, pure, è quasi inutile e banale dirlo. Ma io lo dico lo stesso perché qui è bravo per davvero.

E poi bisogna dire che bravi in 'sto film lo sono tutti, chi più chi meno. Bravo Ethan Hawke, che forse va un po' troppo sopra le righe, ma quasi riesce nell'impresa di non starmi sulle palle come suo solito. Mostruosamente bravo Albert Finney, che sta male lui per davvero e stiamo male noi che lo guardiamo. Brava pure Marisa Tomei, che interpreta un ruolo un po' del cazzo, ma lo interpreta davvero bene.

Ma in realtà la cosa che mi colpisce per davvero è il modo in cui Before the devil cha cha cha mi è cresciuto dentro. Mentre lo guardavo, pur notando la lancinante bellezza di certi momenti - l'abbandono coniugale su tutti - pur gustandomi la perizia e la lucidità con cui Lumet costruisce le sue scene madri, non riuscivo a farmi prendere fino in fondo. Forse perché questa voglia di tratteggiare una serie di rapporti umani e familiari sterili, vuoti, piatti, privi d'emozione positiva finisce per rendere un po' freddo il racconto e limitarlo al thrilling del colpo andato male. O magari perché di storie dalla scansione temporale scombinata ne ho un po' pieni i coglioni e, oltretutto, mi sembra davvero che qui la cosa non aggiunga nulla, se non la voglia di fighettare un po'.

Epperò, a ripensarci adesso, in mente mi resta soprattutto il tragico, drammatico, asfissiante pugno nello stomaco dell'ennesima storia fatta di perdenti destinati a perdere. Gente che vive sotto il livello di un mare saturo di lordura e lercio inquinamento, che prova ad alzare la testa un'ultima, disperata volta e finisce per ingoiare solo altri liti di acqua sporca e merda. Senza ammiccamenti, facili ironie, luci di speranza, ma anzi, con il rimorso e la triste consapevolezza di aver fatto ben più che l'ennesimo errore. Di essere riusciti a mandare per davvero tutto a puttane. Avercene, di ottantenni talmente lucidi da firmare roba del genere, tanto cruda, spiazzante e davvero priva di compromessi.

15.4.08

American Gangster

American Gangster (USA, 2007)
di Ridley Scott
con Denzel Washington, Russel Crowe, Chiwetel Ejiofor, Josh Brolin


Se Ridley Scott non avesse girato Soldato Jane, 1492 e - cazzo - Un'ottima annata, probabilmente oggi sarei ancora un suo fan, come quando ero un pirletta adolescente innamorato di Alien, Blade Runner e I duellanti. Adesso, invece, sono un pirletta trentenne innamorato di Michael Mann, mi piace tirarmela annuendo intensamente quando qualcuno dice che in fondo in fondo Tony potrebbe non essere il fratello scemo e al caro Ridley lo guardo un po' con quell'occhio tenero che si riserva allo zio rincretinito.

Se fossi ancora quell'adolescente lì, beh, andrei a vedere American Gangster con la speranza di gustarmi, che so, una roba vagamente paragonabile a Il padrino o a Quei bravi ragazzi. E invece ci vado prevenuto, di Padrino mi viene in mente il terzo, e non spero neanche troppo che si graviti in zona The Departed. E finisce che in fondo un pochino rimango sorpreso, e non si sa perché.

Del resto che c'è da rimanere sorpresi, nell'osservare ancora una volta quanto impegno da pubblicitario creativo ci metta Ridley nel dipingere belle immagini? Che mica si può pensare di dire che American Gangster sia brutto da vedere, anzi, è proprio figo e bello solido. Il problema è che è troppo bello e troppo solido. Troppo pulitino, perfettino e leccatino, con quell'aria da epica criminale progettata a tavolino seguendo tutte le regole della ricetta.

Sembra fatto col manuale, non si sfugge a nulla e ci si becca tutto, dall'inizio alla fine. Che va pure bene, eh, se però si riesce a dare un filo di mordente, invece di tirar fuori 'sto lavoro di routine banale come una scorreggia con la sbroda dopo che hai preso freddo al pancino. Un film da due ore e mezza a cui serviva un'altra mezzora almeno, anche se rimane la sensazione che Ridley non sarebbe riuscito a dargli spessore neanche in quattro ore.

Certo, ci sono delle gran belle immagini, quella cruda apertura fra le fiamme, quel matrimonio spezzato dal poliziotto rompicoglioni, quella maestosa retata, ma c'è anche tanto, troppo, di tirato via, buttato lì a caso, come tutta la vicenda del compagno di Russel Crowe o il tentativo un po' maldestro di tratteggiare un'epoca, che vien la malinconia al pensiero di quanto bene c'era invece riuscito Ted Demme.

Oh, poi, si torna al punto di partenza: considerando certa roba che il Ridley riesce a tirar fuori quando ci si mette, American Gangster me lo bevo molto volentieri. Tanto più che un film con Denzel Washington in cui non mi viene voglia di uccidermi ogni volta che appare Denzel Washington non lo vedevo da un po'.

14.4.08

24 - Stagione 2

24 - Day 2 (USA, 2002/2003)
creato da Joel Surnow e Robert Cochran
con Kiefer Sutherland, Dennis Haysbert, Carlos Bernard, Sarah Winter, Xander Berkeley, Jude Ciccolella, Michelle Forbes, Penny Johnson, Elisha Cuthbert


La seconda stagione di 24, prodotta a cavallo fra 2002 e 2003, non poteva che sprizzare 11 settembre da tutti i pori. Del resto non avrebbe avuto neanche molto senso schivare la cosa, dato che qui si parla di lotta al terrorismo e lo si fa con uno spirito americanoide fino al midollo. E infatti il cazzutissimo - seppur sulle prime un po' scoglionato dagli avvenimenti che han chiuso la prima stagione - Jack Bauer si trova a dover affrontare dei cattivoni mediorientali impegnati a introdurre un ordigno nucleare nel bel mezzo di Los Angeles.

Tutto questo, volendo, può essere anche ritenuto di cattivo gusto, così come l'idea - espressa più o meno compiutamente - di poter venir meno a qualsiasi principio e sacrificare qualsiasi cosa per raggiungere il fine del "bene superiore". A me, personalmente, di queste considerazioni ideologiche frega pochino, e interessa di più notare come questa seconda annata di 24 funzioni meglio della prima sotto tanti punti di vista.

Il meccanismo della narrazione in tempo reale è ormai assimilato e sfruttato per certi versi in maniera migliore. Da un lato, è vero, si vedono meno sperimentazioni sull'immagine e sembra che sia calata un po' la voglia di giocare con lo schermo diviso e i racconti in parallelo, ma dall'altro svanisce l'impressione che si stia strafando o usando mezzucci d'effetto a sproposito. E più in generale i tempi paiono dosati meglio, forse anche perché c'è un minor bisogno di presentare i personaggi e le situazioni, di spiegare a fondo il meccanismo narrativo, di pararsi produttivamente il culo di fronte all'evenienza che si possa non arrivare in fondo.

Inoltre questa volta l'azione comincia subito e il ritmo è altissimo fin dai primi minuti delle ventiquattro ore che costituiscono l'intero arco narrativo. Il biondissimo Kiefer Sutherland abbandona le buone maniere dall'inizio e mette in mostra un protagonista antieroe come pochi, che sputa in faccia al buon senso e alla morale comune, non va mai per il sottile e passa sopra a tutto e tutti come uno schiacciasassi.

Le vicende partono insomma a raffica e procedono martellanti, senza dubbi o incertezze, trascinando lo spettatore in maniera spasmodica fino quasi alla fine. Quasi, perché nell'ultima manciata di episodi c'è sinceramente un po' l'impressione che si stia cercando di allungare il brodo per stare dentro alle richieste del format, e che forse 'sto racconto potesse durare un paio d'ore in meno. E questo retrogusto di brodino allungato rappresenta forse l'unico, vero difetto della stagione. Assieme all'insopportabile figlia di Jack Bauer, ovviamente.

Perlomeno nella prima stagione la stronzissima Kim finiva invischiata nei piani dei cattivi. Qua no, c'è solo la - comprensibile e apprezzabile - voglia di mettere in mostra la canotta di Elisha Cuthbert. Il problema è che per farlo se ne raccontano le incredibili sfighe, pretestuose e inaccettabili anche in quel voler pacchianamente mettere in mostra il disagio sociale di gente incontrata per caso fra una cazzata e l'altra. Ma d'altra parte, se levassero dalle palle pure lei, oltre al senso di stanca degli ultimi episodi, la serie dovrebbe probabilmente intitolarsi 13 o 14, e finirebbe per diventare un concentrato di adrenalina troppo forte per le casalinghe disperate che se la guardano sulla TV via cavo.

Ci teniamo quindi 'ste ventiquattro ore, in cui comunque ci si diverte dall'inizio alla fine, seppur con un po' quella sensazione di essere costantemente presi per il culo dall'interminabile sequela di cliffhanger. Ché tanto senza pubblicità e guardandosi gli episodi tutti in fila è comunque ottimo, altro che uno a settimana. E poi c'è George Mason, che è un grandissimo ed esce di scena come tale. Quasi mi strappa una lacrima, cazzo.

8.4.08

Oh cazzo

NASN, arriva il meglio dello sport Usa

ESCLUSIVA. Dall'8 aprile su SKY (canale 213) riflettori accesi in diretta sul pianeta America. Ecco come

Baseball, hockey su ghiaccio, motori, football americano, grande basket, e poi sport estremi, poker, la Major League di calcio con David Beckham (nella foto). Il meglio dello sport USA arriva su SKY, nel segno di due grandi novità, che andranno entrambe ad arricchire il pacchetto Sport, oltre che il bouquet degli appassionati dell'Alta Definizione: un nuovo canale tutto dedicato agli sport americani e oltre 500 ore live in HD che andranno ad incrementare la programmazione in Alta Definizione di SKY Sport HD 1 e SKY Sport HD 2.

L'8 aprile 2008 sul canale 213 di SKY si accenderà NASN, North American Sports Network, canale diffuso in tutta Europa. In Italia sarà visibile, grazie all'accordo tra SKY Italia e ESPN Media, solo sulla piattaforma SKY, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Il canale sarà "aperto" a tutti gli abbonati al pacchetto Mondo fino al 30 aprile. Dal 1° maggio sarà visibile all'interno del pacchetto Sport, senza alcun costo aggiuntivo. NASN andrà ad arricchire l'offerta di sport della piattaforma SKY che oltre ai sei canali SKY Sport (più SKY Sport Active), dal canale 201 al 206, e SKY Sport HD 1 (canale 207) e HD 2 (canale 208), ospita anche Eurosport (210), Eurosport 2 (211) ed ESPN Classic (216).

NASN detiene i diritti esclusivi dei principali sport di squadra nord americani, tra cui NHL e MLB. E, dall'8 aprile, anche il pubblico italiano potrà godere di oltre 3500 ore di programmazione originale all'anno ed oltre 800 ore di eventi live. Inoltre, NASN offre una ricca programmazione di programmi di news e highlights dei migliori canali Nord Americani (The Sports Reporter, Baseball Tonight, College Game Day). Su NASN oltre 200 gare di "regular season" dell'NHL (National Hockey League), oltre ai Playoffs e alla Stanley Cup - la finale che assegna il tiolo- e l'All Star game.

Più di 250 saranno le partite dell'MLB (Major League Baseball), la lega professionistica di baseball nordamericana. Oltre alla Regular Season ed ai Playoffs, anche le World Series e l'All Star Game. Spazio anche alla stagione- che partirà dopo l'estate - del college football, l'NCAA (National Collegiate Athletic Association) Football e al College basket NCAA (e al Torneo NCAA). Ancora football americano con la versione indoor (Arena Fooball Games). Nell'offerta di NASN anche i motori made in USA, con la NASCAR (Nationwide Series).

Inoltre, sui canali SKY Sport - che già trasmettono i più spettacolari sport americani come il basket NBA e l'NFL - andranno in onda, in diretta ed in differita (molti live saranno in orari notturni) gli avvenimenti più attesi dello sport a stelle e strisce, con il commento in italiano. E, soprattutto, in Alta Definizione sui canali SKY Sport HD, per arricchire l'offerta in HD che in America ha ormai raggiunto tutti i principali eventi sportivi. Saranno infatti oltre 500 le ore di eventi live che verranno trasmesse su SKY Sport HD 1 e SKY Sport HD 2. Tra cui, il calcio professionistico USA, con il campionato MLS (Major League Soccer), la regular season, ma anche i playoffs e la finale.

Su SKY Sport il meglio del Basket e del Football NCAA (Regular Season and Bowl Games), ma anche i principali tornei di Poker Texas Hold'em, le più importanti corse di cavalli "Horse Racing" (The Belmont Stakes e The Breeders Cup), l'NHRA Drag Racing (disciplina motoristica che vede impegnate auto in gare di accelerazione). E ancora motori con il meglio dell' IndyCar Racing. Inoltre, gli "X Games": eventi internazionali legati agli sport estremi, estivi ed invernali.

La programmazione dedicata agli sport USA sarà in diretta sui canali SKY Sport e in Alta Definizione (SKY Sport HD 1 e HD 2), per godere al meglio lo spettacolo sportivo con una qualità d'immagine fino a 5 volte superiore rispetto al normale standard tv. Il primo passaggio su SKY Sport, come già avviene per l'NBA e l'NFL, sarà con il commento originale. In differita, in orari "diurni", gli eventi saranno commentati in italiano dai giornalisti di SKY Sport.

Per il baseball dell'MLB alle telecronache, Pietro Nicolodi, affiancato da Elio e Faso di Elio e le Storie Tese. Per l'hockey NHL, Luca Boschetto e Adolf Insam, l'allenatore più vincente della storia dell'hockey ghiaccio italiano che ha guidato anche la nazionale italiana, mentre attualmente allena i Milano Vipers.

PROGRAMMAZIONE SPORT USA DA MARTEDI' 8 A DOMENICA13 APRILE

MARTEDI' 8 APRILE

Ore 14.30 Baseball MLB Detroit-Chicago Sky Sport 3 e HD1 (differita)
Ore 16.30 Hockey NHL Vancouver-Calgary Sky Sport 3 e HD1 (differita)
Ore 18.15 Calcio MLS L.A. Galaxy-San Jose Sky Sport 3 e HD1 (differita)

DOMENICA 13 APRILE
Ore 2.00 Baseball MLB Boston-New York Sky Sport 3 e HD1 (diretta)
Ore 2.00 Motori NHRA Drag Racing Las Vegas Sky Sport 2 e HD2 (diretta).