Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie

Dawn of the Planet of the Apes of the titoli tradotti come capita.

The Innkeepers

Brrrivido!

Video Games: The Movie

Video Games: The Meh

Byzantium

Femminismo vampirico

The Congress

Depressione futura

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26.2.11

Gone Fishin'


Sono in partenza per Frisco, destinazione GDC, in compagnia del Fotone. Come al solito, per la durata della manifestazione, il blog trasferisce armi e bagagli su Nextgame, dove, fra un'anteprima, un'intervista e sa Dio che altro, appariranno le bloggate stupide dei baldi partecipanti. Poi magari pubblico comunque qualcosa anche qua, se mi prende lo sghiribizzo, e in ogni caso cerco di continuare a spammare i vari articoli, anche se sembra essersi incartato il motore di Blogger e non riesco più ad aprire i widget in html per modificare lo strillone in homepage. Che sia giunto il momento di passare ad altro?

Per chi non ne fosse al corrente, segnalo che la Game Developers Conference è l'unica fiera di videogiochi davvero interessante. Il resto è rumore.

24.2.11

Shaminocast


Ero partito con l'idea di registrare una roba snella e semplice da montare, mi son ritrovato fra le mani il secondo Outcast più lungo della storia, con un lavoro di montaggio assurdo fra pezzetti da spostare avanti, indietro, a destra e a sinistra. Ed ero lì, alle tre di notte, a stagliuzzare mentre mi addormentavo - letteralmente - fra una frase e l'altra. Ed ero lì, il giorno dopo, lì nel mezzo, a cercare dieci minuti per montare l'ultimo pezzetto che proprio guarda ieri notte cascavo dal sonno e non ce la facevo mentre attorno a me sciamavano traslocatori impegnati a smontarmi la casa. E sono qui, la sera stessa, qui su un letto, a pubblicare l'episodio e scrivere questo post, che sarà pubblicato domani, perché così mi va. Le solite cose, sta tutto a questo indirizzo qui.

Ultimo episodio registrato da Melano. Il prossimo sarà quando sarà, ma sarà in Germania. Terza casa di Outcast in neanche un anno e mezzo di vita. Hai detto niente.

17.2.11

Drag Me to Hell


Drag Me to Hell (USA, 2009)
di Sam Raimi
con Alison Lohman, Lorna Raver, Justin Long, Dileep Rao


Drag Me to Hell ha la potenza di un fortissimo rutto sturalavandini. Uno di quelli che ti stappano la digestione e ti fanno uscire dall'impasse dell'apparato. E improvvisamente quello gnocco di bolo che s'era incastrato in fondo alle tubature svanisce nel nulla. Lo guardi e percepisci proprio il gusto liberatorio di voler rifare quella cosa lì che non facevi da tanti anni e di volerla però fare adesso, con le regole attuali, con l'esperienza che hai accumulato, coi soldi che hai a disposizione. Che cosa? Prendere il tuo protagonista e riempirlo di MAZZATE SUI DENTI.

Drag Me to Hell è La casa diretto dal regista dei tre Spider-Man. Una roba inutile se ce n'è una, certo, ma adorabilmente inutile e semplicemente perfetta. Chiaramente pensata per chi ancora sogna di poter un giorno riabbracciare Ash, reparto ferramenta. Ovviamente senza alcuna chance di poter anche solo avvicinare il fascino, la carica, l'importanza di quei film di trent'anni fa. Ma, cacchio, talmente sincera, appassionata, concentrata a fare solo quel che vuole (tirare MAZZATE SUI DENTI della protagonista e dello spettatore) fregandosene di tutto il resto, che davvero come fai a non amarla?

Drag Me to Hell ti prende a sberle dall'inizio alla fine, per novantanove minuti, senza smettere un secondo, in maniera talmente violenta che a un certo punto cominci a non capirci più nulla e prima o poi ci riesce anche, a spaventarti. Sei lì che dici "ah, ok, adesso succede che" e SBRAM ti tira un calcio nelle palle, ma tu il calcio nelle palle te l'aspettavi e ti sei coperto, e allora ti morde sul naso, e mentre apri la bocca per il dolore ti tira una MAZZATA SUI DENTI, e a quel punto arriva un enorme maiale ricoperto di sterco che comincia a cacarti negli occhi... ok, forse ho esagerato, ma lo spirito più o meno è quello: spaventi, disgusti, esagerazioni, MAZZATE SUI DENTI, senza un attimo di sosta, con lo stesso ritmo del mitragliatore di Bill Duke in Predator e l'irresistibile, farsesca autoironia del miglior Sam Raimi.

Drag Me to Hell ha un solo, enorme, difetto: Alison Lohman è una versione più brava, simpatica e apprezzabile di Kirsten Dunst. E quanto sarebbe stato più bello vedere tutte le MAZZATE SUI DENTI che si becca la Lohman in 'sto film applicate a Kirsten Dunst, pensando forte forte forte alla protagonista di Elizabethtown?

Il film l'ho visto in lingua originale, su Sky. Non penso in italiano cambi molto. Le MAZZATE SUI DENTI rimangono MAZZATE SUI DENTI.

16.2.11

Piovono polpette


Cloudy with a Chance of Meatballs (USA, 2009)
di Phil Lord e Chris Miller
con le voci di Bill Hader, Anna Faris, James Caan, Andy Samberg, Bruce Campbell, Mr. T, Neil Patrick Harris


Sarà che non sono mai stato un fan di Shrek, sarà che l'animazione digitale Dreamworks - perlomeno quella su cui ho posato gli occhi - m'è sempre parsa la sorella scema, sarà che faccio parte di quel gran bestiame di polli ammaestrati che si sciolgono di gioia davanti a qualsiasi roba venga partorita dalla Pixar (a parte Cars, quello proprio no), sarà la solita storia delle scelte imbarazzanti per le voci italiane, ma a un certo punto ho smesso di andare al cinema a guardare questi film, pur consapevole del rischio di perdermi, ogni tanto, qualche bella cosa. Come per esempio Piovono polpette, che davvero è una robetta deliziosa e adorabile.

Non spreco parole nel raccontare di una storiella vista mille volte e che non esce di una virgola dai canoni, limitandosi a fare quel che deve in maniera competente. Il punto qui è un altro e sta nel continuo bombardamento di soluzioni visive fuori di cotenna, in buona parte - ma non solo - centrate sul tema "alimentare" del racconto. E se la parte finale è un vero e proprio disastro di mutazioni gastronomiche che sembra uscito da un David Cronenberg in edizione PEGI 3, tutto il film si lascia amare per lo spirito allegro, scanzonato, costantemente sopra le righe, sinceramente e un po' scioccamente romantico con cui racconta i suoi personaggi. E poi c'è la figura del padre, che davvero ha un paio di trovate da ammazzarsi dal ridere.

L'ho visto in lingua originale, su Sky, un mesetto fa. Credo che l'elenco di attori là sopra sia sufficiente per comprendere lo spirito del film e l'importanza di ascoltarselo come è stato concepito.

15.2.11

Borderlands


Borderlands (2K Games, 2009)
sviluppato da Gearbox Software


A qualche giorno meno di un anno esatto dalla prima volta in cui l'ho infilato nell'Xbox 360, ho finito Borderlands. Anzi, abbiamo finito Borderlands, io e il mio compagno di scorribande digitali in co-op Holly. In questa commovente occasione vorrei ringraziare alcune persone che sono state fondamentali per il compimento di quest'impresa:

- la PR che in tempi remoti mi ha omaggiato della copia promozionale del gioco (azzardo un Barbara, ma chisseloricorda);
- Coprofago, che mi è stato spesso vicino sul divano mentre trascorrevo le ore notturne parcheggiato sul marciapiede, aspettando che Holly finisse di vendere al negozietto i quintali di armi raccattate ramazzando cassonetti della monnezza e cadaveri mentre io perdevo tempo a sparare razzi verso l'infinito del cielo;
- il commesso di Gamestop che mi ha venduto l'hard disk da 120 giga, almeno ho installato il gioco e ho smesso di tenere svegli i vicini durante le sessioni notturne;
- i PR che mi hanno gentilmente fornito i giochi che ho rifilato a Gamestop in cambio dell'hard disk da 120 giga;
- chiunque abbia deciso di inserire nel gioco i paletti cacavetture e i teletrasporti, perché altrimenti davvero no;
- l'headset del 360, che ancora funziona bene ma in corso d'opera s'è definitivamente perso quei piccoli rimasugli di spugnetta che ancora erano rimasti attaccati;
- ovviamente Holly, anche se veramente quando te ne stavi lì le ore a valutare i prezzi delle pistolette mentre io per passare il tempo ti accoltellavo come se non ci fosse un domani, oh, un po' me le facevi girare.

Comunque è stato davvero divertente, nonostante la serializzazione un po' rilassata delle sessioni di gioco. La classica roba che se ci avessi giocato da solo avrei spento tutto e riposto sullo scaffale dopo venti minuti per sopraggiunta noia, e invece in cooperativa si ride talmente tanto che pure smanettare con l'inventario per capire se sia il caso di vendere la pistoletta diventa divertente. E lo è stato anche per me, che appena un GdR mi chiede di ammazzare mostri a caso per salire di livello perché altrimenti non posso fare la magia della supercazzola cerco su Google le parole "nomegioco+trainer". E invece qui vai di missioncine extra stupide a fare i fattorini per il deserto postatomico. Come se piovessero.

E le tattiche d'assalto "vai avanti tu che qua ci penso io", e le corse disperate, e Skagzilla ucciso con le fionde, e questo no che è troppo grosso, e il senso dell'umorismo, e oddio ho la console impostata sull'italiano perché oggi pomeriggio ho recensito una roba per Kinect aspetta che riavvio e cambio, e dove cacchio sta la leva da tirare la mappa me la indica qui ma porca puttana, e oddio non si è sincronizzato il salvataggio ho le missioni incartate, e hai preso il teletrasporto senza di me aspettami, e insomma dai è stato bello.

E si è concluso esattamente come era iniziato: con due cretini che si accoltellano davanti a un negozio e passano dieci minuti a duellare.

Per un attimo abbiamo anche valutato di spararci i DLC, ma alla fine anche no. Ci sono tanti altri fantastici giochi in co-op che ci aspettano.

14.2.11

Terminator Salvation


Terminator Salvation (USA, 2009)
di McG
con Christian Bale, Sam Worthington, Helena Bonham Carter


È meglio un film che ti fa completamente schifo come Terminator 3 o un film totalmente insignificante come Terminator Salvation? Può davvero, una roba che ti regala le stesse sensazioni che proveresti osservando intensamente la televisione spenta, essere meglio di qualcos'altro? Verrebbe voglia di dire che è meglio la schifezza, perché insomma, almeno c'è qualche emozione, ti diverti a leggere le recensioni che lo smontano, robe del genere. Però, boh, dai, a Terminator Salvation bisogna concederglielo, il fatto di non fare completamente schifo. Di essere solo una roba moscia, insipida, priva di emozioni, talmente inutile nell'economia della serie che a 'sto punto, guarda, meglio il quarto Indiana Jones.

Certo, non è stupido come i due Transformers, e soprattutto non è noioso come il secondo Transformers, però davvero io mi chiedo che dovrebbe fregarmene di questa umanità allo sbando, spazzata via, costretta a nascondersi in un sommergibile, ma che ha le basi aeree funzionanti in piena vista. Di questo capo della resistenza umana con l'umanità di un apribottiglie. Di questo cyborg che forse è umano ma no aspetta è un robot però guarda che ha l'occhio da umano ci ho parlato io gli credo e allora forse la guerra si può vincere o forse no e comunque era meglio Data. Di un film in cui i momenti migliori sono quello del transformer che ha le moto nelle caviglie e quello con la faccia di Schwarzenegger appiccicata in digitale sul culturista.

E mi rispondo che non me ne frega niente.


No, sul serio, almeno lo Schwarzy finto mi ha fatto sorridere, e ha un minimo minimo minimo di potenza nel richiamare una figura in qualche modo iconica. Che bella parola, iconica. Dovrei usarla più spesso. Soprattutto in questo modo completamente casuale. Ah, il film l'ho visto su Sky, in lingua originale. Non che conti qualcosa: parlano poco e male.

8.2.11

Monaco, secondo passaggio a volo radente


- Se perdi l'aereo, ci metti un po' più di un attimo ad arrivarci. Auguri di morte violenta assortiti alle ferrovie italiche.

- Due settimane dopo l'ultima volta, fa quasi caldissimo. Al sole mi scattava l'ascella pezzata pure levandomi la giacca, all'ombra si stava comunque bene.

- Vista la giornata splendida, l'intera popolazione cittadina ha scelto di passare la domenica al parco.

- Il parco all'inglese è effettivamente un bel parco, enorme, verde, di quelli da grande città che non si chiami Milano.

- Nel parco scarseggiano le stradine asfaltate per camminare sull'asciutto anche quando c'è stata tanta pioggia e/o neve. C'era fango ovunque. Tutto era sepolto nel fango. Biciclette sepolte nel fango. Bambini sepolti nel fango. Cani sepolti nel fango. Cavalli sepolti nel fango. Automobili sepolte nel fango. Pinte di birra sepolte nel fango. Fango sepolto nel fango. Devo lavarmi le scarpe.

- Ho mangiato dell'ottima carne e un paio di dolci assai assai assai buoni. Per fortuna mangiare fuori costicchia, altrimenti dopo due mesi peso trecento chili.

- [Riciclo] L'Ikea di Monaco è identica a quella di Corsico. L'effetto è abbastanza inquietante. Trascorrervi dentro 7 ore di fila, invece, è spossante.

- Ma 'sta cosa del piano cottura a induzione mi farà saltare per aria mentre provo a farmi due uova strapazzate?

- [Riciclo] Nel ripartire da Monaco, se si deve mangiare all'aeroporto, meglio farlo prima dei controlli. Dopo i controlli, fa tutto schifo.

- Gironzolare per Monaco è come gironzolare per Tokyo: non capisco NIENTE di quello che dice la gente, ma ogni tanto ci sono degli italiani e degli anglofoni che mi fanno sentire sul pianeta Terra. Poi c'è da dire che su un menu giapponese vedo i geroglifici e mi arrendo subito. Su un menu tedesco vedo delle parole e per un attimo quasi ci provo. Ma no.

Non ho capito se 'sto Superbowl mi sta piacendomi.

7.2.11

[Help] Telefonini per ignorante


Allora, chiedo aiuto alle cinture nere di smartphone, consapevole del fatto che non mi aiuterà nessuno ma che è bello provarci.

Premesse:
- voglio comprare un robo di quelli lì col touch screen che fanno duecentomila cose che non userò mai, trecentomila cose che userò senza che mi servano a un cazzo, quattro cose che mi servono veramente (telefono, e-mail/internet, GPS, sono sicuro che ce ne sia una quarta ma non mi viene in mente);

- ho un iPod Touch, quindi per giocare tutte le cosine fantastiche e bellissime che ci sono solo sull'AppStore uso quello;

- il suddetto iPod touch, il Nano della consorte e il MacBook di Soletta superano già ampiamente la quota di roba Apple che sono disposto a tollerare in casa mia.

Ergo, niente iPhone.

M'è venuta voglia di Samsung Galaxy S, mi chiedo però se entro due mesi uscirà un robo che è meglio e costa uguale e/o è meglio ma costa il doppio e/o altre situazioni simili. Cioè, do per scontato che accada. Qualcosa del genere accade sempre. Nel migliore dei casi accade semplicemente che due mesi dopo mettono a trecento euro in meno quel che ho appena comprato. Ma sto divagando.

Qualcuno sa dirmi cose al riguardo?

Tenendo conto però del fatto che se la novità del momento è uno schermo PAZZESCO me ne frega poco, dato che comunque i film e i telefilm sullo schermo del telefonino non li guardo.

Ah, altra questione di un certo spessore, magari del tutto inesistente, ma io sono del tutto ignorante: esistono ancora quelle menate che se compri uno di questi super telefoni, che so, negli USA perché costa meno, poi torni in Europa ed è bloccato e/o inutilizzabile, devi fare l'hacker, sarcazzo?

E poi: come sta messo il Galaxy S sulla questione Tethering?

Altro che devo sapere?

Sto sbagliando tutto nella vita?

Pucchiacche?

Grazie a chiunque sia tanto gentile da darmi consigli. Comunque pace e amore a tutti gli altri.

2.2.11

Triangle


Triangle (UK/ Australia, 2009)
di Christopher Smith
con Melissa George e dell'altra gente inutile


Ci sono film per i quali anche il solo fatto di accennare all'esistenza di un importante colpo di scena significa dire troppo. Fare un spoiler. Perché se sai in partenza che a un certo punto succederà qualcosa in grado di sconvolgere completamente quanto ti hanno raccontato fino a lì, beh, è davvero facile ritrovarti nella condizione di sgamarlo ben prima. Anche involontariamente. L'approccio, lo stato mentale, contano troppo. Se passo due settimane a sentirmi dire da tutti “non capirai mai chi è l'assassino”, appena vedo apparire sullo schermo il tizio zoppo, un po' fesso ma tanto buono non posso fare a meno di considerarlo il primo sospetto. O, perlomeno, con me funziona in questo modo.

Triangle non è uno di questi film perché non c'è un vero e proprio colpo di scena che si manifesta all'improvviso e stravolge tutto. Qualcosa viene svelato, da qualche parte verso metà, ma in maniera poco chiara, ancora tutta da capire e fra altro suggerita fin dai primi minuti. Si fa sgamare in fretta e lo fa volontariamente, perché non è certo lasciarti di sasso con la rivelazione improvvisa, il punto. Il punto è che il colpo di scena in Triangle dura tutto il film, dall'inizio alla fine, si dipana piano piano e si racconta in maniera quasi perfetta, al di là di qualche forzatura serenamente perdonabile nella sorprendente visione d'insieme.

Pulito, preciso, sostanzialmente impeccabile nella direzione, nella scrittura e nella messa in scena, interpretato in maniera adeguata da un manipolo di facce anonime su cui svetta il reggiseno di Melissa George, Triangle è un horror intelligente e interessante. Non di quelli “ti sfrutto il genere per raccontarti ben altro, fra politica, storia, disagio sociale e grandi temi”, ma di quelli “guarda che idea figa che ho avuto e soprattutto guarda come te l'ho sviluppata bene”. Non è il primo e non sarà l'ultimo film a raccontare questo tipo di storia, ma lo fa bene, e questo conta. Volendogli trovare un difetto, sta proprio nel suo essere forse interessato a fare solo questo.

Fin dai primi minuti c'è il sospetto che a Triangle non interessi poi tanto essere un film horror, o che sia troppo impegnato a far quadrare tutto per riuscirci fino in fondo. Certo, ci sono tante classiche situazioni che dovrebbero far paura, c'è l'assassino incappucciato, c'è del sangue e c'è della gente che scappa in preda al panico, ma le sensazioni sono più di straniamento, di mistero da svelare, di curiosità per cosa stia realmente accadendo. E quel minimo di tensione svanisce completamente nel nulla una volta scoperte le carte, perché davvero non c'è più da aver paura.

È un problema? No, non è necessariamente un problema, perché il meccanismo funziona benissimo, la voglia di far quadrare i pezzetti va subito alle stelle, e l'atmosfera da destino ineluttabile e crollo nel vortice della follia cresce senza tregua, regalando tutto sommato anche un filo d'ansia. Mancano un po' di emozioni forti, di visceralità, perse negli ingranaggi dell'esperimento d'autore. E magari, chi ha avviato la visione aspettandosi tutt'altro può rimanerci male. Ma ci si può benissimo accontentare.

L'ho visto in lingua originale e in ottimo Blu-Ray, comprato su Play.com perché il Cego insisteva che bisognava guardarlo e in Italia 'sto film non è mai arrivato. Ne parleremo nel prossimo Tentacolo Viola, immagino. Si registra domani sera.