Tao jie (Cina, 2011)
di Ann Hui
con Andy Lau, Deannie Yip
A Simple Life è un film semplice, che non racconta nulla di complesso, e proprio in questa sua umana normalità trova la propria forza. C'è Roger, interpretato da Andy Lau, che lavora nel mondo del cinema, conduce una vita solitaria e dà ancora lavoro ad Ah Tao, interpretata dalla strepitosa Deannie Yip, che si è sempre occupata di lui, fin da piccolo. Era la sua tata, la governante di casa, probabilmente la sua migliore amica. All'improvviso questa donna subisce un ictus, ne esce fisicamente debilitata e non più in grado di fare il proprio lavoro. Umiliata e priva di scopo, sceglie di andare a vivere in una casa di riposo. Ma Roger non la abbandona, continua a visitarla, ad essere suo amico, a pagarne le cure e a vivere fino in fondo il rapporto di amicizia, rispetto e gratitudine che li lega. Tutto qui.
Ebbene, A Simple Life è uno fra i più bei film che ho visto quest'anno, forse il più bello punto e basta. È una storia raccontata con eleganza, delicatezza, umorismo, gusto, che attanaglia dall'inizio alla fine senza scivolare nel melodrammone strappalacrime, raccontando invece la tenera vicinanza fra due persone e la comune normalità della loro vita, il modo in cui questa donna ha saputo toccare oltre a Roger un'intera famiglia e chiunque le gravitasse attorno. Deannie Yip, premiata a Venezia con la Coppa Volpi, è fantastica e naturalissima in un ruolo tutt'altro che semplice. Mostra affetto, sofferenza, gioia, senso di inadeguatezza nel ritrovarsi all'improvviso dall'altro lato della barricata, ad avere bisogno di qualcuno che si prenda cura di lei dopo essersi presa cura degli altri per tutta la vita. E guardarla fa male al cuore.
A Simple Life è un film meraviglioso, che non punta sulla tragedia insistente dell'anziano abbandonato in un luogo squallido, del degrado, del senso di colpa, e riesce invece a commuovere con una risata, per esempio in quella bellissima conversazione al parco o in quella fantastica telefonata di gruppo con gli amici. Sorprende proprio nel suo non cercare l'effetto sorpresa ed è davvero di una bellezza incredibile, talmente ben confezionato da non far minimamente stonare le brevi apparizioni di Tsui Hark, Sammo Hung, Anthony Wong e altri. Son tutti bravi, ci stanno tutti bene.
In Italia è uscito a marzo, sull'onda lunga del passaggio al Festival di Venezia, quindi non ci sono proprio scuse: cercatelo e guardatevelo. Io invece l'ho visto qua a Monaco, all'Asia Filmfest, in cinese sottotitolato in inglese. Piangevano tutti come fontane. Son bei momenti.
di Ann Hui
con Andy Lau, Deannie Yip
A Simple Life è un film semplice, che non racconta nulla di complesso, e proprio in questa sua umana normalità trova la propria forza. C'è Roger, interpretato da Andy Lau, che lavora nel mondo del cinema, conduce una vita solitaria e dà ancora lavoro ad Ah Tao, interpretata dalla strepitosa Deannie Yip, che si è sempre occupata di lui, fin da piccolo. Era la sua tata, la governante di casa, probabilmente la sua migliore amica. All'improvviso questa donna subisce un ictus, ne esce fisicamente debilitata e non più in grado di fare il proprio lavoro. Umiliata e priva di scopo, sceglie di andare a vivere in una casa di riposo. Ma Roger non la abbandona, continua a visitarla, ad essere suo amico, a pagarne le cure e a vivere fino in fondo il rapporto di amicizia, rispetto e gratitudine che li lega. Tutto qui.
Ebbene, A Simple Life è uno fra i più bei film che ho visto quest'anno, forse il più bello punto e basta. È una storia raccontata con eleganza, delicatezza, umorismo, gusto, che attanaglia dall'inizio alla fine senza scivolare nel melodrammone strappalacrime, raccontando invece la tenera vicinanza fra due persone e la comune normalità della loro vita, il modo in cui questa donna ha saputo toccare oltre a Roger un'intera famiglia e chiunque le gravitasse attorno. Deannie Yip, premiata a Venezia con la Coppa Volpi, è fantastica e naturalissima in un ruolo tutt'altro che semplice. Mostra affetto, sofferenza, gioia, senso di inadeguatezza nel ritrovarsi all'improvviso dall'altro lato della barricata, ad avere bisogno di qualcuno che si prenda cura di lei dopo essersi presa cura degli altri per tutta la vita. E guardarla fa male al cuore.
A Simple Life è un film meraviglioso, che non punta sulla tragedia insistente dell'anziano abbandonato in un luogo squallido, del degrado, del senso di colpa, e riesce invece a commuovere con una risata, per esempio in quella bellissima conversazione al parco o in quella fantastica telefonata di gruppo con gli amici. Sorprende proprio nel suo non cercare l'effetto sorpresa ed è davvero di una bellezza incredibile, talmente ben confezionato da non far minimamente stonare le brevi apparizioni di Tsui Hark, Sammo Hung, Anthony Wong e altri. Son tutti bravi, ci stanno tutti bene.
In Italia è uscito a marzo, sull'onda lunga del passaggio al Festival di Venezia, quindi non ci sono proprio scuse: cercatelo e guardatevelo. Io invece l'ho visto qua a Monaco, all'Asia Filmfest, in cinese sottotitolato in inglese. Piangevano tutti come fontane. Son bei momenti.




















