Oblivion (USA, 2013)
di Joseph Kosinski
con Tom Cruise, Andrea Riseborough, Olga Kurylenko, Morgan Freeman
A volte, il modo più semplice per spiegare quel che penso di un film consiste nel raccontare brevemente come l'ho guardato. In fondo qua non è che si facciano "le recensioni", mi limito a buttar giù impressioni su quel che guardo senza pretese, e quindi perché no? Ebbene,
Oblivion, per una buona metà di film, non dico mi abbia rapito e tenuto sulla corda, ma ha saputo affascinarmi e lasciarmi per lunghi tratti con occhi, bocca e orecchi spalancati. C'è tutto un impianto visivo davvero curato, ricco, che ti racconta un futuro "possibile" in maniera sensata, dando l'impressione che non si tratti solo di una serie di quadretti messi in fila e che - pur ispirandosi da tutte le parti senza forse creare nulla di realmente proprio - riesca davvero a colpire nel segno, grazie anche a una colonna sonora molto azzeccata. Insomma, quelli che erano
i principali gli unici lati positivi di
Tron Legacy tornano di prepotenza in scena anche qui e rendono
Oblivion un film davvero spettacolare, nel senso più positivo del termine. Una roba da guardare al cinema, ecco. Io, fra l'altro, l'ho visto nella mia solita, ottima, sala qua a Monaco, ma mi sono proprio ritrovato a pensare che in una sala Energia o sul lenzuolo dell'IMAX debba essere qualcosa che lascia il segno.
L'altro lato positivo di
Tron Legacy era rappresentato da Olivia Wilde e qui, al suo posto, troviamo la cara Olga Kurylenko, che fa la sua gran bella figura, anche se è davvero una cagna maledetta e recita in maniera decente solo quando la inquadrano di nuca (ma l'impressione è più che altro che dirigere gli attori non sia proprio una specialità di casa Kosinski). Per il resto,
Oblivion è un film che racconta una storia abbastanza ordinaria, infilandola in una matrioska interminabile di colpi di scena telefonatissimi per chiunque abbia visto qualche film del genere, e del resto pure quasi tutti spoilerati dai trailer, nel tentativo di distrarre dal twist "vero" di metà pellicola. Il tentativo, con me, ha funzionato, di fondo ero talmente concentrato sulla prevedibilità del resto che non me l'aspettavo, ma in ogni caso, anche lì, siamo dalle parti delle cose già viste altrove. In tutto questo, il problema è che l'intero racconto si poggia su una serie di premesse quantomeno traballanti e che, dopo aver svelato tutti i misteri, ti lasciano addosso una discreta sensazione di maccosa (minuscolo, dai). A questo aggiungiamo anche che, una volta esauriti i paesaggi seducenti, una volta sbrigati i colpi di scena, una volta scoglionati dalle faccette da recita scolastica di Olga, il film si sgonfia, perde quasi del tutto di mordente, si impantana in un moscissimo assalto al forte e si butta poi in maniera sbrigativa e impacciata verso il finale, lasciando in bocca quella sensazione di "sì, OK, boh, mah".
Il problema è che
Oblivion non è uno di quei film in cui la somma delle parti è superiore al valore delle parti stesse. Ci sono aspetti molto riusciti e che ti fanno quasi saltare sul seggiolino, ci sono aspetti che ti fanno cadere le braccia e c'è in mezzo tutto un resto di modesta, inutile pochezza, che lascia addosso indifferenza. Alla fine ne esci confuso, perché hai ben chiare nella capoccia le cose positive, quelle che addirittura sul momento ti avevano generato entusiasmo, e tutto sommato anche nel finale così frettoloso c'è quel bel montaggio alternato fra presente e futuro che lascia addosso un buon ricordo. Ma la sensazione di whatever rimane e, mentre torni a casa passeggiando lungo Nymphenburger Straße, sei lì che ti chiedi cosa caspita hai guardato, come mai una roba per certi versi così bella ti abbia lasciato addosso sensazioni così meh. E non riesci a capirlo, non riesci a puntare il dito. Alla fine, ancora una volta, si torna sempre lì: poteva andare peggio, ma onestamente speravo meglio.
Il film l'ho visto qua a Monaco, in lingua originale, ma non credo la cosa faccia una gran differenza. Ché tanto Morgan Freeman che interpreta Morgan Freeman l'abbiamo visto centomila volte. Guardatevelo al cinema, è l'unico motivo per guardarlo.