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20.6.13

Il dominio dell'internet


Allora, sta succedendo questa cosa che ormai la bava dell'internet decide tutto. È un bene? È un male? Mboh, non lo so. Di sicuro è un'iperbole e non sta realmente succedendo, ma ci siamo capiti. Qualche esempio? Per esempio BioWare che "ritratta" il finale di Mass Effect 3 (ne avevo pure scritto... e neanche l'ho giocato!). O la gente che fa le dichiarazioni all'E3 e poi ritratta, tipo sul caso della Lara Croft vittima di attenzioni sessuali. Sony che elimina da The Amazing Spider-Man 2 le scene con Mary Jane Watson, ufficialmente perché erano due o tre e per ragioni narrative preferiscono farla esordire direttamente nel terzo episodio. Solo che poi leggi che si parla addirittura di recasting e ti viene il dubbio che, visto il clima, sia un dietrofront figlio della sbavata globale sulla sempre annosa discussione "Ma non è abbastanza gnocca!". E qui, fra l'altro, ci metto un mia culpa: com'è che il Kingpin nero di Daredevil mi diverte e non mi crea problemi, ma se Mary Jane non è abbastanza gnocca ci scrivo addirittura un post? Eh, siamo fatti così, è l'ormone nerd. E poi, ovvio, il tema del momento, Microsoft che decide di fare dietro front sulla faccenda dei DRM di Xbox One. Agevolo qua sotto un video in cui ne ho chiacchierato con tre brutte persone.



Dicevo. È un bene? È un male? Mboh, non lo so. Di certo so che spesso "l'opinione pubblica" internettara mi dà l'idea di essere guidata più che altro dal caos del momento, dal bordello della rabbia da forum, dallo sbavare incontrollato. E, insomma, non mi pare esprima sempre opinioni ragionate, men che meno con toni equilibrati e signorili. D'altra parte è anche vero che, oh, se un'azienda deve accontentare i suoi clienti e ha modo di adattare il proprio prodotto alle esigenze di questi clienti, oh, beh, perché no? Di fondo, il risultato, si spera, è che i clienti sono soddisfatti e l'azienda pure, perché si ciuccia i soldi dei clienti. Win-win, insomma. Certo, poi nel mezzo ci sarebbero tutte le possibili e immaginabili considerazioni sul ruolo dell'autore, sulla necessità, ogni tanto, di far anche piovere un po' le cose dall'alto e non piegarsi, sul fatto che a volte gli utenti sbraitano spinti dall'abitudine e dalla non voglia di cambiare. E sto parlando in generale, lo sottolineo, non necessariamente del caso specifico di Xbox One. Quindi? Bene? Male? Boh? Onestamente, se davvero cambiano l'attrice di The Amazing Spider-Man 2, a me la cosa un po' fa ridere e un po' mette tristezza. Diventa veramente il simbolo di come si fa in larga parte il cinema oggi, guidato da produttori senza coglioni che non hanno idea di cosa significhi fare il proprio lavoro, o forse non hanno proprio idea punto e basta. E questo a prescindere dal fatto che poi magari ne vien fuori un film godibilissimo - rischio la vita ricordandovi che apprezzato il primo - ma proprio come concetto in sé.

E alla fine è anche un po' per questo che mi sta simpatica la Sony dei videogiochi, nonostante all'epoca della prima PlayStation la vedessi come quella cattiva, come il fumo negli occhi per me che ero cresciuto con Commodore, Sega e Nintendo (vedi? l'abitudine!), nonostante la seconda PlayStation mi sia venuta a nausea causa overdose da PSM, nonostante con la terza PlayStation abbia giocato pochissimo e più che altro visto film, nonostante, allo stato attuale, della quarta PlayStation mi attiri solo il prezzo. Perché paradossalmente la Sony dei videogiochi sembra comportarsi in maniera del tutto opposta. La Sony dei videogiochi, che pure non fa opere di bene e sicuramente fa quel che fa e decide quel che decide perché ritiene sia il modo migliore per avere successo commerciale, è la Sony che spinge su David Cage, che pubblica il primo e il secondo Siren, che lascia tutto il tempo del mondo a Polyphony e a quel tossico di Fumito Ueda, che crede con tutte le forze in The Unfinished Swan e thatgamecompany, che s'inventa Parappa the Rapper, punta fortissimo su The Witness e ha rotto le palle con Littlebigplanet, ma senza Littlebigplanet col piffero che Project Spark. E insomma, è quella lì.

E dove voglio andare, con tutto questo discorso sconclusionato che inizia da una parte, finisce dall'altra e sembra non avere un filo conduttore perché in effetti non ce l'ha? Ma che ne so, è tardi, sto morendo dal caldo e m'è venuta voglia di scrivere cose a caso. Buonanotte.

Domani vado a vedere il film con Clark Kent. Ho onestamente molta paura. Invece, quello con Smith & Son non m'è dispiaciuto, pensa te.

19.6.13

È arrivata l'estate!


Lo so, lo so, fra Facebook e Twitter, non se ne può già più di gente che si lamenta del caldo, ma che ci posso fare? Lo patisco, assai. Non aiuta il fatto di avere lo studio esposto al sole per gran parte della giornata, non aiuta la presenza nello studio di un desktop che scalda come un bastardo, non aiuta il fatto che pure io scaldo (e sudo) come un bastardo. E non aiuta neanche il fatto che la settimana dopo l'E3, pur essendo la cosa migliore dell'E3, è comunque la settimana dopo l'E3, quella piena di cose da fare post-E3 e in cui pure gli altri lavori tornano a morderti le caviglie disperati per la tua recente assenza. Insomma, sono in apnea, sto boccheggiando. E quindi oggi ce la caviamo così, con due righe su due trailer emersi nell'universo negli ultimi giorni. Tipo 300 - L'alba di un impero.



Quel che penso del primo 300 l'ho scritto qui e ho anche idea che se lo riscrivessi oggi il mio commento sarebbe ben più acido. Questo trailer, onestamente, non mi fa venire una gran voglia: sembra la fotocopia sbiadita di una roba che già in partenza era abbastanza sbiadita. Poi abbiamo il primo trailerino di Lo hobbit: La desolazione di Smaug.



E direi che ci aspettano altre ore della solita sbobba, che pure mi piace, eh. Possiamo però anche dire che il drago alla fine è un po' bruttarello? Possiamo? Tanto è solo il primo trailer, poi migliora. Proseguiamo con uno sguardo a The Wolf of Wall Street, il nuovo di Martin Scorsese, senza il 3D ma con Di Caprio.



Mi sembra una roba che sono molto curioso di vedere, non mi sembra una roba a cui voglio dare fiducia totale assoluta. Ma mi piace l'idea di volerci credere. Poi, insomma, c'è Jonah Hill, c'è la versione rinata di Matthew McCoso, c'è perfino coach Taylor, come posso non volergli almeno un po' bene? Esatto. Poi abbiamo The Lego Movie, che, uno dice, mapeppiacere.



Poi però guardi il trailer, scopri che a dirigere ci sono i due di Piovono polpette e 21 Jump Street, ci rivedi quello spirito un po' tanto fuori di cozza e ti sale perfino della fotta. Ah, e poi c'è questo:



True Detective, serie HBO con Woody Harrelson e Matthew McCoso. Molta, molta attenzione, orecchie alzatissime. E adesso me ne vado al cinema a vedere After Earth, che, dai, tanto peggio di Gerard Butler contro i coreani che ho visto ieri non potrà essere, no? No? No, dai. No. Te prego.

Ci tengo anche a segnalare che mentre me ne stavo negli iuessei il twitter de I 400 calci mi ha onorato prima di una menzione e poi di un retweet. Sono quelle piccole cose che ti senti di aver finalmente dato senso a una vita di stenti. Grazie, voglio ringraziare soprattutto mia mamma, il mio cane, le gatte e l'Academy. Brofist.





18.6.13

Considerazioni a caso di ritorno da Los Angeles


Fa troppo caldo, devo tagliarmi i capelli.

Ribadisco con forza le opinioni espresse in quell'altro post. La sola idea che se voglio giocare questo gioco, quello e quell'altro devo avere tutte e tre le console mi fa venire la scabbia.

Andare al cinema mi piace troppo. Ed è una roba che dà assuefazione. Da quando vivo a Monaco, mi sono (ri)abituato ad andarci tantissimo. Arrivato a Los Angeles, per un motivo o per l'altro, non ci andavo da due settimane. Quando mi sono seduto in sala lì in zona L.A. Live ho avuto proprio il momento "ah, ecco". Chi mi dice che a casa con l'impiantino è troppo meglio e non capisce cosa io veda di tanto bello nell'andare al cinema ha centrato il punto: non capisce. Non è un problema, a ognuno il suo. Per me, essere lì sommerso dallo schermo e dalla marea sonora, mentre rido, mi esalto, m'abbatto le mani assieme al TMO e ai maranza ammerigani, è proprio una cosa completamente diversa. Poi, per carità, guardo valanghe di film a casa, va benissimo. Ma essere lì dentro, a luci spente, è un'altra faccenda.

Fast & Furious 6 è mamma mia. Poi farò il mio post da ultimo arrivato, però mamma mia. Che poi, dopo settimane di rosicaggio spinto, già solo il fatto di essere lì in sala ad aspettare che iniziasse mi ha messo addosso una fotta allucinante. C'avevo la pelle d'oca e gli occhi lucidi. Ma per tutto il film, eh. Ogni tanto, purtroppo, i personaggi si fermavano a parlare, ma poi ricominciavano a succedere le cose ed era tripudio. In quel contesto, poi, circondato da nachos. Ah, che bellezza. Mancava solo una cosa, che è poi l'altra cosa dell'andare al cinema: girarmi di lato e vedere il viso giusto illuminato dalla luce dello schermo. Quanto è bello girarti di lato e guardare il viso della persona a cui vuoi bene che si sta divertendo assieme a te, illuminato dalla luce di uno schermo gigante? È fantastico. Io invece mi giravo e vedevo un tizio pelato con la barba. Ma insomma, va bene lo stesso.

Fa troppo caldo, devo tagliarmi i capelli.

Fra le più grandi decisioni della vita, c'è stata quella presa dal gran consiglio dei saggi più o meno abruzzesi durante la scorsa GDC. In questa settimana di E3 ci siamo riempiti la casa di provviste. Facevamo colazione con frutta, latte e cereali. Una sera ho fatto gli spaghetti al pomodoro e la sera dopo Gino Kenobittino ha estratto dal cilindro la matriciana. Quando ordinavamo la pizza da Domino erano due o tre fette. Una mattina ho perfino preparato i panini per me e Fotone, da mangiare a ora di pranzo. Tutto un altro vivere, niente più lotta con la digestione quando alle dieci di sera devi scrivere gli articoli, il piacere di mangiare... e poi, cacchio, se non sei costantemente sazio prima ancora di sederti a tavola, ti godi anche di più quei due o tre pasti veramente porci che ti concedi.

L'E3 non è la mia fiera preferita, ma poi esserci, fare, gestire, cosare, è sempre piacevole. Anche se c'è Zave. In più mi sembra che quest'anno, con tutti i se e i ma possibili e immaginabili, si sia pure lavorato molto bene. O comunque poteva andare peggio, dai.

La stragrande maggioranza delle robe interessanti viste in fiera c'aveva un numero nel titolo, oppure era un reboot, o comunque, anche quando era nuova, non sembrava avere nel sacco nulla di davvero dirompente, era sempre un "ti rifaccio meglio questa idea, te la rifaccio next gen". Che palle. E che palle anche se poi molta di quella roba la voglio giocare, eh! Poi c'è sempre il gioco che spicca un po', la robina indie, quel che ti pare, ma insomma.

Xbox One ha i giochi più interessanti, ma costa di più. PlayStation 4 costa di meno, ma ha delle esclusive di cui non potrebbe fregarmene meno. Saranno annunciati altri giochi, verrà voglia, sarà bellissimo lo stesso, comunque avete da schiattà. Dei paletti e dei limiti non me ne frega niente. Mi spiace per tutti quelli che ci patiranno, lo dico sul serio, ma io ho le console sempre attaccate all'internet, quando vado al mare o in montagna voglio fare altro (e comunque ho i robi portatili) e se voglio spendere meno soldi compro su Steam, su GOG e negli Humble Bundle, non da Gamestop. Quindi, insomma, per me quelle robe non sono problemi. Per me. Rimane il fatto che non sento troppo l'esigenza.

Fa troppo caldo, devo tagliarmi i capelli.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, "qualcuno" aveva detto che loro non fanno i seguiti e le serie in catena di montaggio, che innovano, che se fanno un nuovo episodio è per offrire qualcosa di veramente nuovo. Era la Nintendo Difference. Oggi veniamo da quattro New Super Mario Bros. in cinque anni, su console portatili è un tripudio di remake e riedizioni, il nuovo Mario 3D è la versione Wii U di un gioco che in fondo era già di suo la versione 3DS di Super Mario Galaxy, stiamo aspettando Pikmin 3 e Mario Kart 8, annunciano il nuovo Mario Golf, presentano il nuovo Smash Bros., mettono Retro Studios a fare il nuovo Donkey Kong e insomma in pratica è come Ubisoft e Activision, solo con un po' più calma, eppure stiamo ancora qui a raccontarci della Nintendo Difference. Perché? Perché adesso la Nintendo Difference è diventata "fanno i giochi con i colori e le cose puffettose e il gameplay bello". E per carità, ci sta pure, perché è comunque vero che sono giochi dal taglio "diverso" e, intendiamoci, sono giochi bellissimi e che piacciono tanto a me per primo (basta leggere tutto quel che ho scritto sui vari Mario negli ultimi anni, per capirlo). Però la Nintendo Difference ce l'avevano raccontata come una roba ben diversa. Così è facile.

La cosa più bella dell'E3 è quando poi hai un giorno libero e magari noleggi una macchina tipo quella roba tamarra là in cima e te ne vai in giro con un losco figuro e con quell'altro a spender quattro soldi per negozi e a visitare luoghi che non hai mai visto prima, scoprendo pezzetti di mondo che altrimenti non conosceresti. Mi piace troppo, andare in giro a caso in posti che non conosco. È bello. Mi sa che, assieme alla GDC, è il motivo principale per cui non riesco a convincermi a fare un lavoro serio. Si chiamano benefit.

L'altra cosa più bella dell'E3 è la settimana dopo l'E3, quando sei tornato a casa. Solo che quest'anno è un po' meno bella perché fa troppo caldo, devo tagliarmi i capelli.

Fa troppo caldo, devo tagliarmi i capelli.

13.6.13

Enterprize!


Oggi esce al cinema in Italia Star Trek into Darkness, o magari Into Darkness - Star Trek. Trattasi del secondo film di Star Trek diretto da J.J. Abrams, che a me è piaciuto un sacco, come del resto m'era piaciuto un sacco il primo. Ne ho scritto (del secondo) a questo indirizzo qua.

Saluti dal bot che pubblica cose in assenza di giopep.

9.6.13

Dirette e zombette


Questa settimana, per la precisione l'altro giorno, abbiamo pubblicato un episodio extra del The Walking Podcast, il podcast dedicato alle cose di zombi. Nello specifico si parla del film Zombieland (Benvenuti a) e del telefilm che hanno provato a trarne, per poi annunciare che non se ne faceva nulla il giorno stesso in cui noi registravamo. Siamo una sentenza, proprio. Comunque, è una mezz'oretta e la si può ascoltare recandosi a questo indirizzo qua (o per le solite altre vie da podcast). Inoltre, lunedì mi hanno preso in trappola e convinto a partecipare al nuovo episodio di Free Playing, il podcast che fa la diretta e poi esce la differita. Si parla di tutto e di più, io dico cose a caso su Deadwood, Stoker, Kentucky Route Zero e, boh, magari anche qualcos'altro che adesso non mi ricordo. Sta a questo indirizzo qui.

Buona settimana dell'E3 a tutti. Ricordatevi di fare un check online ogni ventiquattro ore.

8.6.13

Il bot del sabato mattina

Ciao, sono il bot che pubblica i post di giopep mentre lui è a Los Angeles e il suo unico obiettivo è andare al cinema a guardarsi Fast & Furious 6. Oggi cominciamo con dei filmati pubblicati da Telltale Games e che sembrano puntare a non si sa cosa. Uno penserebbe The Walking Dead, magari quel contentino che avevano accennato sarebbe uscito nell'attesa della seconda stagione. Ma in fondo potrebbe tranquillamente essere anche essere The Wolf Among Us, il loro nuovo gioco basato su Fables, che avrà pure lui lo stile fumettistico, seppur un po' evoluto. Comunque, i quattro filmati usciti quando è stato preparato questo post stanno qua sotto. Ma, colpo di scena, nella notte in cui veniva preparato questo post è emerso su Steam un DLC per The Walking Dead intitolato 400 Days. E direi che ci siamo. Ah, giopep ci tiene a far sapere che l'appuntamento con Telltale in fiera è uno dei pochi che gli mettono veramente addosso il brividino di voglia fortissima.






Poi, che altro? Segnaliamo a questo indirizzo un po' di foto e pure un filmato dal set di Captain America: The Winter Soldier, in cui si vede il Soldato d'inverno. Che non sembra neanche male, a parte le stelline sul braccio che sembrano applicate coi tatuaggi adesivi per bambini. Quindi questo nuovo trailer di Man of Steel / L'uomo d'acciaio, che, ammettiamolo, ci piace. Vogliamo crederci.



E per oggi è tutto, buon weekend.

7.6.13

E via via via


Stamattina, dopo aver passato tutta la notte sveglio a guardare gara 1 e lavoricchiare, o magari dopo aver dormito un tre o quattro ore, non lo so, mentre scrivo questo post devo ancora decidere e onestamente ho voglia di guardare la partita ma mi indispone l'idea di non poterne vedere la fine perché devo andare in aeroporto. Dicevo, stamattina sono partito molto presto da Monaco, a bordo di un aereo diretto a Milano, per fare lì un improbabile scalo dalle motivazioni troppo complesse per stare qui a spiegarle. A Milano, anzi, a Malpensa, probabilmente ci metterò troppo a ritirare il bagaglio e perderò l'aereo successivo mi unisco agli altri sciamannati, per zompare sul volo per Newark. Poi immigrazione, cambio e via verso Los Angeles. Si torna all'E3, dopo un anno di assenza, nell'edizione che si candida come una fra le più ganze di sempre. Le robe al riguardo saranno scritte, dette e fatte dal sottoscritto e dagli altri su IGN, a questo indirizzo qua. E poi, al ritorno, inevitabilmente, ci sarà un Outcast Reportage. Nel mentre, immagino che questo blog si fermerà, più o meno. Ci sarà in realtà un altro paio di post programmati, ma nulla di particolare, roba abbastanza "di servizio". Se poi capita che mi piglia la fregola e scrivo, beh, ben venga.

Ah, mentre veniva preparato questo post, è esploso il bubbone di Xbox One. Deliziosa l'evoluzione: "Uah, Microsoft si spiega!" ---> "Questa cosa sembra positiva!" ---> "No, aspetta... " ---> "Ma quindi... ?" ---> "Ma come funziona quella roba che... ?" e infine...


A me interessa solo chiudere il conto con la famiglia Toretto.

6.6.13

Hype


Non me ne frega niente della next gen. Anzi, non è solo che non me ne frega niente, è che proprio non la voglio. Arriverà e me la dovrò sucare, ma se fossi onnipotente la cancellerei dall'esistenza. Non mi interessa. Non mi interessa di per sé, non mi interessano i servizi, non mi interessa la potenza (non troppa, che c'è la crisi), non mi interessano le funzionalità, non mi interessa la grafica più ganza (non troppo, che c'è la crisi). Non mi attira il maggior fotorealismo, non me ne frega nulla di avere in casa due nuove casse da morto, non ne voglio sapere nulla di seguiti, reboot, remake e tutte quelle cose con un numero dentro. Ci saranno giochi che vorrò? Certamente, mi piace videogiocare. Magari qualcuno sarà perfino un seguito. E magari qualcuno sarà anche un gioco bello perché next gen e impossibile prima, tipo, che so, Dead Rising. Ma tutto il resto, mamma mia, no no no NA NA NA NON VI SENTO LALALALALALALA!!!

La maggior parte di quel che ho amato negli ultimi anni gira serenamente su una caffettiera e quel poco che avanza, fanculo, me lo gioco su PC. Sto a posto così, circolare. Solo che poi l'esclusiva, il gioco che voglio, alla fine ci lavoro anche, le comprerò. Non subito, magari. Ma le comprerò. E perché? Perché devono andare affanculo. Perché mille euro di hardware per una manciata di giochi che altrimenti no. Perché tutto gira attorno a questo sistema del cazzo, in base al quale non ti convinco a comprare la mia macchina perché è potente, perché è affidabile, perché offre dei servizi interessanti, per la definizione, per la qualità audio, per il controller, per il sarcazzo. No. Ti ci "costringo" (fra virgolette, per carità), con le esclusive. Vuoi giocare 'sta ficata? Centinaia di euro alla cassa, prego. Come? Vuoi anche quell'altra? Eh, devi dare centinaia di euro a quegli altri. Che? Pure Mario? Alla cassa. Vaffanculo.

Ma pensa se fosse così per qualsiasi altra cosa. Vuoi guardare i film di Spielberg? Ti serve il lettore DVD Sony. Vuoi guardare anche quelli di Nolan? Eh, ti serve il lettore Panasonic. Vuoi i film del Sundance? LG. Tutto così. Tutto. Vuoi guardare il calcio? Devi comprare la TV Brionvega. Occhio, però, perché il telegiornale lo fanno solo sulle Samsung e le previsioni del tempo girano male sui Philips. Le melanzane puoi cuocerle solo sulla padella De'Longhi, però c'è quella Ikea su cui fai il jailbreak facile e a quel punto cuoci tutto, ma sbruciacchiando un po'. Ideal Standard ha l'esclusiva sulla merda, le altre tazze non ti permettono di cacare. La piscia, però, è multipiattaforma. Ah, occhio alle sbronze: il vomito scende male nei Teuco.

Mi fa schifo, mi fa schifo, mi fa schifo schifo schifo. Fanculo.

Buon E3 a tutti.

5.6.13

Nostalgismo


Dunque, l'E3 si avvicina, e con esso probabilmente anche una settimana in cui non sarò in grado di continuare a pubblicare una roba al giorno qua sul blog. Inevitabile, dai. Forse. Vai a sapere. Comunque, il problema dell'E3 che si avvicina non sta solo nella settimana dell'E3, in cui sei via da casa e impegnato a lavorare come uno stronzo, ma anche nella settimana precedente all'E3, in cui sei intento a gestire centomila cose e prepararti, e nella settimana successiva all'E3, in cui sei intento a smaltire centomila cose e decomprimere. Va così, ci piace così. Forse. Vai a sapere. Ad ogni modo, è anche un po' questo il motivo per cui oggi non trovo le forze di scrivere d'altro rispetto a quanto trovate di seguito.



Trattasi di un progetto segnalatomi dall'esimio collega Sergio Pennacchini che se non mi scrive - possibilmente con buon anticipo - i due articoli che mi ha promesso vado a cercarlo sotto casa. The Nostalgist, un cortometraggio basato su un racconto di Daniel H. Wilson (autore del Robopocalypse con cui Steven Spielberg sta cazzeggiando da un paio d'anni) e con protagonista Lambert Wilson (uno di quelli che li vedi in centomila film ma non sai mai come si chiamino). Le riprese sono in realtà già concluse e la campagna su Kickstarter serviva per organizzare la postproduzione. L'obiettivo è stato raggiunto, ma manca ancora qualche ora alla fine, quindi, se qualcuno vuole assicurarsi le varie robe previste per le donazioni, c'è tempo. Ad ogni modo, mi sembra promettente, dai. Sta tutto a questo indirizzo qua.

Torno a impazzire. 

4.6.13

Stoker


Stoker (USA, 2013)
di Park Chan-Wook
con Mia Wasikowska, Matthew Goode, Nicole Kidman

Stoker segna in qualche modo un doppio esordio. Quello hollywoodiano del regista a cui tutti vogliono bene per Oldboy e per gli altri due film "rancorosi" che gli stanno attorno e quello assoluto di uno sceneggiatore già attorucolo di secondo piano e noto per un certo serial in cui si tatuava mappe e cheat code su tutto il corpo. Il primo è un altro regista coreano che prova la via di Hollywood, il secondo è un attore che ha firmato questa sceneggiatura sotto falso nome per evitare che venisse valutata in maniera prevenuta. Cosa ottieni, se metti assieme questa strana coppia e ci aggiungi la solita ottima interpretazione del botulino inguardabile di Nicole Kidman, una sorprendentemente ottima interpretazione di quella che ha fatto l'Alice in Wonderland di Tim Burton ma insomma abbiamo tutti degli scheletri nell'armadio e la prevedibilmente ottima interpretazione di quello che proprio non mi ricordo dove l'ho visto con quella faccia da pirla ah sì era in Watchmen e A Single Man? Ottieni quel gran bel film di Stoker.

Ovvero una storia di pazzi assassini un po' diversi dai rassicuranti tizi mascherati che ti catturano e ti mettono in una trappola chiedendoti di risolvere un enigma. Sono invece quelli inquietanti per davvero, i vicini di casa che "era una così brava persona", le semplici persone messe in crisi da situazioni familiari complicate, da disturbi mentali, da difficoltà emotive, che invece di sfogarsi dando del faggot all'avversario in Call of Duty o commentando la nuova Xbox sul forum, la buttano sulle coltellate e le sassate in faccia. E tutto ruota attorno al lento divenire psicotico della giovane India, in un racconto interamente filtrato dal suo sguardo e focalizzato sul suo mondo di persona isolata, che rifugge il contatto fisico e che, come chi la circonda, sembra saper comunicare solo tramite menzogne, segreti, dubbi, ambiguità.

Ne viene fuori una storia tutta silenzi, sguardi, tensione accumulata e rilasciata nelle maniere più bizzarre. Stoker è di fondo un film horror che non mette l'orrore in primo piano e si limita quasi sempre a suggerirtelo, a infilartelo dentro passando dalla porta di servizio, lavorando molto più sulla preparazione che sull'esecuzione. Tutto, sceneggiatura, regia, interpretazioni, è misurato alla perfezione. Non c'è una parola di troppo, non c'è un'inquadratura sprecata, in una serie di meravigliosi quadri che raccontano le cose più turpi nascondendotele in un dettaglio e racchiudendole in un racconto circolare che piano piano torna su se stesso, svelandoti una visione diversa su ciò che davi per scontato. Bravo Scofield, bravi gli attori, bravo Park Chan-Wook, che rimane profondamente se stesso pur variando allo stesso tempo molto.

L'ho visto qua a Monaco, in lingua originale, che penso meriti parecchio, vuoi per la bravura degli attori, vuoi per la notevole scrittura. Io, comunque, faccio ormai una fatica boia a guardare Nicole Kidman: il modo in cui si è ridotta la faccia mi "spinge" fuori dai film più di qualsiasi brutto effetto al computer. Il fatto che riesca comunque a risultarmi credibile immagino ne testimoni la bravura.

 
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