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30.8.12

After


After (USA, 2012)
di Ryan Smith
con Steven Strait, Karolina Wydra

La premessa di After non è magari delle più originali, ma è sempre affascinante: lui e lei sono da soli su un autobus, lei è manza, lui è un po' sfigato, lui prova ad attaccare bottone, lei lo respinge un po'... e poi l'autobus si schianta e loro due si risvegliano in una specie di non luogo che sembra la loro cittadina ma c'ha palesemente qualcosa di strano (nel senso che è deserta, ogni tanto ci sono strane apparizioni dal passato e la zona è circondata da una roba che sembra il nulla de La storia infinita o, in alternativa, il bordello attorno al cinema di La notte del drive-in). Allo spettatore è subito chiaro che questi sono morti, o al limite in coma, e si trovano in un qualche luogo dell'aldilà, di transito, di purgatorio o cose del genere. I due protagonisti, chiaramente, non se ne rendono conto, impiegano un po' del film a capirlo e poi cercano di venirne fuori in qualche modo. Magari non originalissimo, ma non male, no?

Il problema è che After viaggia in quel limbo fatto di elementi, situazioni, idee che è facile far funzionare in un fumetto, un cartone animato, un videogioco, ma un gran casino non rendere ridicoli in un film "live action". Ci vuole una sensibilità forte, ci vuole grande personalità, ci vuole magari un budget di spessore e, possibilmente, ci vuole Guillermo Del Toro. Qui, invece, abbiamo un regista esordiente che si impegna ma fa un po' fatica a trovare il giusto equilibrio (non aiutato da una colonna sonora che esagera i toni epici e drammatici di un film a cui avrebbe invece fatto bene un po' di understatement), degli effetti speciali abbastanza poveri, anche se tutto sommato spesso usati in maniera intelligente, un protagonista quasi simpatico ma che sembra il fratello meno talentuoso di James e David Franco, una protagonista manza e, beh, e nient'altro che manza.

Il risultato è un film che non sfocia forse mai nel ridicolo, ma ci va spesso pericolosamente vicino, col suo raccontare di grandi drammi esistenziali, colpe represse, mostri cannibali incatenati e porte dell'inconscio da aprire trovando la chiave giusta. E alla fin fine, pur risultando abbastanza impacciato quando tenta in tutti i modi di farti commuovere, riesce ad essere simpatico e a modo suo interessante, soprattutto quando si limita ai toni lievi, ironici e avventurosi che gli riescono meglio.

Nonostante il poster lì sopra sentenzi "ONLY IN THEATERS", IMDB sostiene che non è ancora uscito da nessuna parte. Ma quanto è bello che ieri, nel programma del Fantasy Filmfest, ci fossero di fila The Day e After?

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