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20.10.14

Un po' di screenshot dalla beta di Assassin's Creed Unity


Ieri ho avuto occasione di provare la beta di Assassin's Creed Unity, in versione pompatissima, a risoluzione *K, in 3D, smell-o-rama e con tutta una serie di altre soluzioni tecnologiche che onestamente non conosco bene e sulle quali evito di esprimermi. Le mie opinioni sul gioco sono sotto embargo, ma mi è stato permesso di condividere un po' di foto scattate mentre giocavo. Tenete conto che si tratta ancora di una beta, che prima dell'uscita ci sarà un downgrade grafico, che il vostro PC comunque non sarà all'altezza e che le versioni console faranno cacare, però, insomma, meglio che un dito in un occhio. A voi.

Notate l'estensione del territorio e quanto cacchio è lontano l'orizzonte, senza la minima incertezza. 

Subito un esempio della fauna inserita nel mondo di gioco.

 Impressionante anche il numero di foglie, fra l'altro tutte mosse dal vento e animate singolarmente.

 
Due foto consecutive per mostrare quanto cambia un paesaggio modificando un paio di impostazioni.

La cura per il paesaggio floreale garantisce fra l'altro un gioco molto più colorato del solito.

 La skin del protagonista è ovviamente ancora provvisoria.

Gli interni sono molto curati e ricchi di dettagli. Fra l'altro si può interagire con tutto: ho distrutto quei vasi a pistolettate e rotto le sedie a calci.

Ovviamente non mancano i minigiochi: qua si può ammirare uno dei tavoli da biliardo. Purtroppo, nella beta non era possibile giocare, come indicato dal cartello rosso.

Di nuovo, il gioco stupisce per varietà e intensità dei colori.

È anche possibile raccogliere questo genere di oggetti e portarli poi a un negoziante, per scambiarli con equipaggiamento utile.

Impressionante la complessità delle texture. Guardate questo tappeto...

 ... questi vasi...

 ... e questo camino. Pazzesco!

In giro per il mondo di gioco si trovano venditori di cibo di vario tipo, utili per ripristinare l'energia vitale spendendo pochi soldi. Impressionante la varietà di vivande fra cui scegliere: non ha particolari risvolti pratici, ma certamente aumenta il coinvolgimento. Nella foto, una patata al forno con formaggio fuso e prosciutto.

La vegetazione è davvero molto varia e ricca. Ovviamente gli alberi hanno anche una certa utilità per nascondersi e durante i combattimenti.

Qui si è manifestato uno strano bug grafico sul cielo. Notate comunque la varietà in termini di popolazione del mondo di gioco.

 Un altro sguardo ai "cittadini", vari e molto ben animati. Bella anche la texture del muro.

 La panca da lavoro per il crafting. Qua è possibile portare i materiali raccolti e forgiare equipaggiamento di vario tipo: armi, armature, gadget ecc...

 Non manca tutta una rete sotterranea piena di side quest.

Dietro quel cancello si nascondono le segrete e le relative missioni. Notate il vetro protettivo che blocca l'accesso: sono infatti contenuti scaricabili che sarà possibile acquistare a parte, disponibili gratuitamente per chi ha prenotato il gioco.

 Un collezionabile. Ce ne sono tantissimi.

 Di nuovo il bug grafico legato all'illuminazione. Notate comunque il pianoforte e l'arpa: ci sono dei minigiochi musicali per utilizzarli.

 L'enigma dell'orologio. Davvero tosto.

La stanza in cui si effettuano i salvataggi.

 In alcune parti il gioco si sviluppa anche molto in verticale.

 Una skin per il multiplayer.

 Un'altra sezione a cui è possibile accedere solo acquistando il relativo DLC. È inclusa nel gioco se si effettua pre-order da GameStop.

 Di nuovo, notate l'estensione pazzesca del territorio. Il motore grafico non va mai in affanno.

Poco shafting, va detto.

 Questa è una sezione con tutta una serie di quest particolari su cui non faccio spoiler.

 Se ci si avvicina alla statua parte la missione dedicata al conte Fersen.

 Seguendo la trama principale, sono finito ad esplorare questo piccolo villaggio.

 C'è anche la casetta di marzapane! Purtroppo in quest'area non è possibile entrare negli edifici. Non mi è chiaro se sarà possibile nella versione finale del gioco.

Anche qui si nota un certo sviluppo in verticale del gameplay.

 Cosa si nasconderà in quella torre?


 Un paio di esempi dell'ottimo lavoro svolto sulla fauna.

 Di nuovo il grande utilizzo dei colori.

 È possibile raccogliere la verdura e prepararsi un pasto. Richiede un po' di lavoro ma ne vale la pena.

 Quel cartello a sinistra fa da bacheca tramite cui accettare missioni.

 La torre più da vicino. Salendo, si accede a uno scontro con un boss. Notate il collezionabile in basso a destra.
Un esempio delle condizioni atmosferiche variabili.

 La cura per le piccole cose è pazzesca. Questa è una coccinella che si è posata sul protagonista. Guardate i dettagli, anche del vestito!

Un easter egg.

E insomma, questa è la mia rassegna fotografica su Assassin's Creed Unity. Di nuovo, non so quanto il gioco finale saprà mantenersi su questi standard, soprattutto nella versione console, ma certo quel che ho visto e provato promette molto bene. Speriamo sappia mantenere!

Abbiate pazienza, ogni tanto mi sento cretino.

19.10.14

Lo spam della domenica mattina: Nostalgia canaglia


Questa settimana ho scritto per IGN un'anteprima su Far Cry 4 provato e provato e riprovato nel corso di un evento qua a Parigi, ma soprattutto - lacrima - la recensione del remake di Gabriel Knight. Momento di pausa drammatica. Su Outcast, invece, si sono manifestati Videopep, The Walking Podcast, l'Outcast Reportage sul D.I.C.E. Europe 2014 e l'Old! sull'ottobre del 1994.

Sono stanco. Così, lo segnalo.

18.10.14

La robbaccia del sabato mattina: Eeeepooonaaaaaaa... let's go away!


Nel post New York Comic-Con è un po' un tripudio di nerdate future, fra Warner che annuncia circa centododicimila film basati sui fumetti DC, le voci su Tony Stark guest star nel terzo Captain America per avviare anche al cinema la saga di Civil War, le immagini e i dettagli sulla serie TV di Daredevil e il poster di Jurassic Park che ho messo qua sopra. Cose così. E ovviamente ci sono pure un bel po' di trailer.



Per qualche motivo avevo molta poca fiducia nell'adattamento televisivo di Powers, ma devo ammettere che 'sto trailer m'ha messo addosso una discreta fotta. Presto su pleistescion.



Il nuovo, delicatissimo, teaser trailer di The Woman in Black: Angel of Death. Mah.



Unbroken, drammone storico-guerresco scritto dai fratelli Coen e diretto da Angelina Jolie. Mi intriga, anche se il trailer mi mette un po' il nervoso. Per gli americani è uno dei film di Natale, in Italia arriva a gennaio.



Dolph Lundgren, Michael Jai White e Tony Jaa a tirare le pizze, Ron Perlman e Peter Weller nei ruoli di Ron Perlman e Peter Weller. Si intitola Skin Trade, arriva l'anno prossimo e wow.



Thor vs. Moby Dick In the Heart of the Sea, il nuovo film di Ron Howard con Chris Hemsworth che sfida la balenona, o qualcosa del genere. Promette bene, arriva a marzo.




Dunque, questo si intitola Dying of the Light e il trailer ha la verve di un documentario sui lavori in corso attorno al Duomo di Milano, però il film è scritto e diretto da Paul Schrader, quindi non è neanche da escludere che sia una di quelle occasioni in cui totalmente a caso Nicolas Cage azzecca un bel film in mezzo al mare di palta. Va anche detto che Schrader sembra essersi rincretinito da un pezzo, ormai. Mh. Lasciamo stare. Buon weekend.





È iniziata la stagione autunnale, sta uscendo al cinema la qualunque e io non ce la posso fare. Ah, i drammi da primo mondo! Ah!

17.10.14

Horns


Horns (USA, 2014)
di Alexandre Aja
con Daniel Radcliffe, Juno Temple

Horns è il nuovo film del francesissimo regista Alexandre Aja, uno specializzato nel raccontare di gente che muore male, ma è anche il nuovo episodio nell'epopea del tentativo, da parte di Daniel Radcliffe, di far dimenticare alla gente il suo passato da Harry Potter ed è infine l'adattamento di un romanzo firmato Joe Hill. Il romanzo, di cui parlano benissimo, non l'ho letto, però Hill, noto anche come "figlio di quello Stephen là", da queste parti è amato e riverito in quanto creatore di Locke & Key, bellissima serie a fumetti che consiglio a tutti di leggere e che, in fondo, ha un tono e uno stile non poi così lontani da ciò che questo film prova a mettere in scena, seppur fallendo abbastanza. Ma sto divagando. Horns racconta le vicende di un Harry Potter adulto che sta vivendo una bellissima storia d'amore ma, ops, improvvisamente la sua ragazza viene uccisa da non si sa chi e lui viene pure inserito nella lista dei sospetti. Messa così, sembrerebbe Gone Girl con qualche settimana di anticipo, ma il film di Aja prende subito una piega talmente fuori di cozza che al confronto quello di Fincher è un documentario.

Una mattina, mentre è ancora lì immerso nella sua melassa di lutto e sconforto, Harry si sveglia con le corna. O, meglio, con un paio di protuberanze, che poi pian piano gli crescono fino a diventare quella roba che si vede nel poster. E con le corna, oltre a una situazione surreale in cui la gente le vede e non le trova poi così bizzarre, arriva tutta una serie di poteri più o meno controllabili. Toccare le persone permette a Harry di viverne i ricordi, tutti quelli che hanno a che fare con lui non possono fare a meno di dire la verità e di comportarsi in maniera brutalmente sincera e se ordina loro di far qualcosa, questi, tendenzialmente, eseguono. Qualsiasi cosa, eh! Ma non finisce qui, perché poi di poteri ne arrivano pure altri, mentre Harry cerca disperatamente di trovare un senso all'accaduto e di scoprire chi mai possa essere stato a uccidere la sua amata. Come mai avvenga la trasformazione non viene mai spiegato direttamente, ci si limita a qualche accenno a discorsi di angeli caduti all'inferno e si tira avanti verso l'inevitabile conclusione.

Tutto questo viene raccontato attraverso un miscuglio delirante di toni, passando dalla detective story alla commedia surreale, dal melodramma spinto alla deriva horror e perfino al nostalgico racconto di formazione in stile Stand By Me. E certo non gli si può togliere il fatto di essere un film originale e che prova a fare qualcosa di parecchio diverso dal solito, anche se poi, alla fin fine, lo sviluppo della storia si rivela abbastanza prevedibile. Il problema è che per far funzionare un simile macello servivano un regista con due palle fumanti e un cast impeccabile. Aja si mette d'impegno e tira fuori qualche momento azzeccato ma, anche a causa di una sceneggiatura che tende ad abbracciare il pacchiano pure quando non dovrebbe, fatica a trovare il tono giusto. Ciononostante, a patto di riuscire a bersi l'assurda premessa, il film è gradevole e qualche scena centra davvero il bersaglio, soprattutto quando ci si lascia andare ai momenti di comicità surreale, ma i continui ribaltoni non funzionano come dovrebbero e alla fin fine si tende a scivolare un po' troppo spesso nel ridicolo. Il colpo di grazia arriva dal trionfo di legnosità di buona parte del cast. Da un lato, Radcliffe ci mette impegno e interpreta dignitosamente un ruolo neanche semplice, James Remar e David Morse portano carisma e intensità e Juno Temple sembra convinta di stare ancora recitando in Killer Joe, ma fa bene o male quel che serve. Purtroppo, praticamente chiunque altro appaia a schermo è un buco nero di carisma e questo finisce per uccidere i momenti chiave. Insomma, poteva andare molto peggio, ma non è che sia andata proprio nel migliore dei modi possibili.

L'ho visto al cinema, qua a Parigi, un paio di settimane fa. Non ho la minima idea di se e quando potrebbe arrivare in Italia.