Salvarsi o annegare
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Provo a fare la simpatica. A fingermi sana. A volte riesco, altre meno. Ho
avuto giorni cupi, mattinate derelitte, serate interrogative, notti
infestate da...
17 ore fa
Noio volevan, volevon, savuar, noio volevan savuar l'indiriss, ia?
Scemenze action
Incubi e allegorie
È tornato (purtroppo)
Quando a Belfast si viveva tranquilli
Potevamo tranquillamente farne a meno






Ah, giusto: comunque sia andata, vattene affanculo.
E così ci siamo, il nove luglio. Oggi si assegna la diciottesima Coppa del Mondo. L'Italia ha la possibilità di conquistare il suo quarto trofeo, staccando la Germania e piazzandosi al secondo posto, sotto solamente ai cinque del Brasile. La Francia, invece, ha l'opportunità di vincere il suo secondo campionato mondiale, abbandonando la sola Inghilterra nel club "Ve lo siete dovuto organizzare voi" ed entrando in quello "Due volte", in cui già si trovano Uruguay e Argentina.
Italia e Germania, ancora una volta, danno vita a una semifinale dai toni leggendari, emozionante, divertente, ricca di pathos e dramma, con il risultato in equilibrio fino alla fine dei tempi supplementari. Vittoria decisamente meritata per gli italiani, comunque, che sono stati praticamente sempre padroni del campo e messi in difficoltà solo quando presi in contropiede, magari perché troppo sbilanciati in avanti, e nella parte finale della ripresa, quando Camoranesi e Perrotta sembravano davvero stanchissimi e, forse, Lippi ha esitato troppo a togliere l'argentino.
Tanto bella è stata la prima semifinale, quanto brutta è stata l'altra. Per la seconda partita di fila, i francesi eliminano gli avversari con le loro stesse armi. In questo caso possesso palla, gestione accorta, golletto e partita addormentata. Scelta forse finalizzata anche allo "stare bboni" ed evitare rischi di squalifiche per la finale. Zidane sembra un po' meno Mazinga rispetto alla partita col Brasile, ma del resto non ti trovi sempre a giocare contro una manica di zombie. Bravo Henry a procurarsi il rigore, anche se continua a sembrarmi un po' fuori forma. Sempre impressionanti Vieira e Makelele, totali padroni del centrocampo.
La finale per il terzo posto, sulla carta, dovrebbe vedere i tedeschi enormemente più motivati dei portoghesi. Davanti al proprio pubblico sarebbe brutto uscire sconfitti. Pare però che giocheranno molte seconde linee, un po' per far loro assaggiare il mondiale (Kahn), un po' perché va bene stringere i denti per una finalissima, ma per una partita del genere puoi anche evitare di sfidare la sorte con un infortunio (Mertesacker, Ballack, Klose, Miguel). Se quindi, come pare probabile, in entrambe le squadre vedremo molte seconde linee, potrebbe esserci voglia di fare bene e potrebbe uscirne una bella partita. Io, comunque, credo, ma soprattutto spero che vinca la Germania.
Ah, giusto: comunque vada, mi inchino.



I quarti di finale si aprono con un primo tempo da coma etilico, in cui l'Argentina fa possesso palla nella sua area di rigore e la Germania la lascia fare. Una roba impressionante, al ventesimo minuto sembrava di essere al novantatreesimo, con l'Argentina sopra di due gol e la Germania che non ci credeva più. Fastidiosi i sudamericani a tenere palla per mezz'ora consecutiva (una cosa tipo 63% abbondante) senza praticamente mai tirare in porta. Contratti, nervosi (soprattutto all'inizio), ma tutto sommato saggi i tedeschi a non farsi irretire, evitando di stancarsi inutilmente nel tentativo di pressare contro gente che sa farla girare. Oltretutto, le due vere occasioni del primo tempo sono sul sinistro di Podolski e sulla testa di Ballack.
L'Italia, come era lecito attendersi, domina, vince e convince giocando contro il Pizzo Calabro. Si vede una bella squadra, che comincia davvero a girare come dio comanda, con tante belle azioni costruite su tocchi di prima, gente capace di saltare l'uomo, conclusioni, efficacia sotto porta e rocciosità difensiva. Certo, andare in vantaggio con un gol del genere dopo appena sei minuti rende le cose facili, specie contro una squadra palesemente inferiore, ma quel che giusto è giusto: l'Italia spacca i culi. E sulla carta potrebbe spaccare abbondantemente anche quello dei tedeschi, che si presentano in semifinale apparentemente stanchissimi, con un Ballack claudicante e con sulla testa la spada di damocle della possibile squalifica a Frings. Sarà ovviamente una partita difficile e peserà il fattore campo, ma vedo gli azzurri favoriti. Importante, anche, non prestare attenzione all'arbitraggio: come contro la Svezia e l'Argentina, come è ovvio e tutto sommato tranquillo che sia, a favore dei tedeschi ci saranno sicuramente gli episodi, la punizione inventata che fa riposare e salire la squadra, le scelte dubbie, le piccole cose che aiutano a tenere l'inerzia della gara in bilico. Ma l'Italia può e deve essere più forte di tutto questo.
Se giochi di merda, esci. Questa è abbastanza una legge, rispettata come poche altre volte in questo Mondiale. Certamente gli inglesi hanno avuto una sfiga allucinante, fra gli infortuni a Owen e Beckham e l'espulsione di Rooney - comprensibile, ma fiscale e soprattutto non in linea con l'arbitraggio di Elizondo - ma hanno giocato veramente male, tutte e cinque le partite. Il paradosso è che, inizialmente, contro il Portogallo stavano forse esibendosi nella loro prestazione migliore. Sono partiti bene e per una ventina di minuti sembravano convincenti. Perfino Lampard riusciva a inserirsi bene nel gioco offensivo! Ma piano piano si sono spenti, con l'uscita di Rooney hanno perso il controllo e hanno finito per non rendersi quasi mai pericolosi (anche se almeno tre ottime occasioni da gol le hanno avute). Il Portogallo, pur privo del faro Deco, ha retto bene, ha rischiato spesso di andare in vantaggio e ha giustamente sfruttato il fatto di avere un portiere fortissimo sui calci di rigore. Rigori che, peraltro, gli inglesi han tirato in maniera vergognosa.
A proposito di squadre che giocano di merda, finalmente il Brasile viene spazzato via. Incredibile ma vero, appena si trovano di fronte una squadra solida e in grado di far male in attacco, i Carioca salutano il Mondiale. La Francia gioca una partita diversa rispetto a quella contro la Spagna, aspettando di meno e attaccando di più, ma sfruttando carte vincenti molto simili: enorme fisicità dietro e in mezzo, grande velocità dei giocatori offensivi e un capitano in stato di grazia. La prestazione di Zidane non vale neanche la pena di commentarla, perché qualsiasi descrizione sarebbe riduttiva. I brasiliani, tutti, dal primo all'ultimo, erano incazzati neri, non ci capivano niente, non riuscivano a stargli dietro, mentre quello si prendeva gioco di loro. Ora, per i galletti, c'è da affrontare una semifinale contro un'avversaria sulla carta tutto sommato molto simile alle due precedenti, con giocatori molto bravi a far girare la palla (e le palle), anche se forse un po' più esili di Spagna e Brasile alla voce "attaccanti". In compenso, però, hanno dimostrato una solidità mentale e tattica decisamente superiore e hanno in panchina un uomo abituato a vincere. Anche qui, vedo la Francia favorita, ma con minore convinzione.