
Un po' dopo cena, mentre sorseggi un (nes)caffé placidamente schiantato sulla sedia con le rotelle, apri un documento Word il cui conteggio caratteri dice, più o meno, "7.000". Passano le ore, clicchi di nuovo su "Conteggio parole" e la voce "Caratteri (spazi inclusi)" ti sputa in faccia un "22.173". E quasi non te ne sei accorto. E non hai mica finito. E stai tremendamente bene, sei soddisfatto, svuotato in quel modo piacevole e corroborante che solo lo scrivere a valanga, senza sosta, mettendo nero su bianco quello che hai dentro, riesce a darti. E vuoi andare avanti, cazzo. E allora ci pensi, che magari non ne caverai niente, magari finirai a tirare testate contro il muro, magari ti sentirai un po' pirla ma, caspita, stai facendo la cosa giusta. Poi - magari - un giorno potresti perfino smetterla di fare il malinconico sibillino, che stai facendo diventare 'sto blog esattamente il tipo di blog che non sopporti e non avresti mai voluto realizzare.
E Taccone disse a Wirkola: posso rifare il tuo film? – La recensione di
Over Your Dead Body (Sul tuo cadavere)
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(e Wirkola rispose: ok ma cambia qualcosa in modo che non sia troppo ovvio
che hai copiato)
The post E Taccone disse a Wirkola: posso rifare il tuo film?...
1 giorno fa







4 commenti:
lavorare, lavorare... :*
"E' un mondo difficile!"
:*
Minchia è, stai scrivendo un libro?
;-)
No, ma tranquillo, prima o poi raggiungerò anche quel livello di perdita del controllo.
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