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27.6.10

Court 18


La brutta gente di it.fan.studio-vit discute del match-monstre che ha recentemente scioccato il mondo. Il post vede l'appassionato rispondere allo scettico tifoso di calcio e riguarda la seconda giornata di gioco, quella che ha portato alla notorietà internazionale due anonimi muratori del circuito ATP, quindi non è aggiornato al risultato finale.
Ma anche chissenefrega, 118 game offrono già abbastanza motivazioni e materiale.

Il 24/06/2010 0.28, AlexBi ha scritto:

> Escludiamo tassativamente la possibilità che abbiano deciso di entrare
> nella storia (unico modo possibile per questi due) con un accordo magari
> tacito?


Alexbi, io capisco che tu sei abituato alle biscottate, alle moviole di
Varriale e agli arbitri chiusi nello spogliatoio.

però perdio.


questi due sono entrati in campo alle 14 per concludere SOLO il quinto
set. Campo 18, certo del fatto che tu non ci sei mai stato te lo
descrivo: tre o quattro file di panche laterali e un pò più di spalti
sull'out, ma insomma, 200 persone in tutto.


Mi piacerebbe descrivere gli spalti come spogli, ma mentirei. Erano
pieni come lo sono sempre, pieni di economici biglietti da 20 sterline,
con il bicchierino in carta di starbuck ripieno di caffè, nel caso il
match si rivelasse monotono.


Nessuno ha sentito il bisogno di caffeina già sul 15 pari, accolto da
un timido mormorio del pubblico. guerra di Ace, niente di
trascendentale, però sticazzi.


Sul 25 pari nei corridoi alberati, tutti verdi e puntellati di violette
ha iniziato a circolare questa voce riguardo ad un match tiratissimo sul
18, un match tra lungagnoni che non si brekkavano mai. Clerici sul 203
ha riportato la cosa, dicendo a Tommasi "io mi sposto di là"


Mi sono spostato anche io, con il tastino (indovina) verde, e ho visto
le guardie che contravvenevano alla regola dello star seduti, facendo
accalcare la gente sugli scalini. Sul 32 pari il brivido: due match
point annullati. sul 40 pari la maglietta di Isner era fradicia come lo
sono solo le magliette delle tettone nelle feste sulla spiaggia.


Sul 47 pari il tabellone ha smesso di funzionare e Mahut si è sbafato un
sandwich e una banana mentre il pubblico faceva la fottuta hola.


Isner ha iniziato a trascinare i piedi come se fosse in preda ad un
crollo verticale della pressione, pallido, fradicio. Poi
sistematicamente arrivava il "Quiet please" imposto dall'arbitro e bum! vai
con quattro sabongie di servizio.


Verso il 50 pari c'è stato uno scambio lungo qualcosa come 20 colpi, il
più lungo del... quinto set e sugli spalti si è passati dall'apnea alla
standing ovation corredata di "Center court! Center court!"


Sul 51 pari la TV nel gentlemen's quarter era affollata di gente che
avrebbe dovuto preoccuparsi del proprio match, invece faceva il tifo.


Sul 54 pari un cliente americano mi ha affiancato davanti al plasma del
Bar guardando il punteggio. Ha preso il telefono e chiamato una voce
femminile dicendole che a Wimbledon due tizi "are playing an
unbelievable tiebreak, they're tied at 54!"

"it's not the tiebreak, sir"

"what?"

"there's no tiebreak in the fifth, you know, it's Wimbledon"

La sua memorabile espressione mi ha accompagnato fino al 55 pari, e li
mi sono messo a pensare a Mahut, che serviva per secondo da 6 ore e passa.


AlexBi, hai presente come ci si sente a servire nell'ultimo gioco del
set, quando sai che se ti brekkano è finita?

Do per scontato che non lo sai, e te lo spiego: ti senti teso, il
braccio è più rigido, le gambe pure. Pensi al fatto che non ci vuole un
cazzo a fare doppio fallo, e tiri più piano la seconda, più alto il
diritto, più lento il rovescio. pensi che tutta la fatica può non essere
servita ad un cazzo se giochi male 4 punti del cazzo.


E se lo tieni, il servizio, magari dopo aver combattuto qualche 15, ti
gasi un pò. tiri su un pò il pugnetto, ti godi la soddisfazione di un
lavoro fatto bene, ti metti di buzzo buono sulla risposta successiva.


E ho pensato a cosa doveva passare nella testa di questi due nel vedere
gli spalti riempirsi come mai in vita loro. nel leggere un numero che
nessuno aveva mai letto, nel far girare tutti i decoder del mondo sul
campo 18, opzione nascostissima, quattro panche, molte violette.

59 pari, doppio fallo di uno dei due, poco importa sapere chi, Match
point. Il sole basso che che ammanta di arancio i due cowboy dal
grilletto facile, è tempo di abbassare il sipario dell'unico match della
storia del campo 18 ad essere finito sul megaschermo della Aorangi
Terrace, anni fa chiamata Henman Hill, oggi soprannominata Murrayfield.


Ace.


"I want to play, but i can't see". Quando il giudice dalla giacchetta
bordata di bianco ha concordato che era davvero troppo buio e la
diatriba andava risolta il giorno successivo queste due corde di violino
stremate da sette ore di Tennis certamente non bello ma in qualche modo
magnifico non si sono strategicamente ignorati, o nascosti dietro ad un
rigido silenzio.


Hanno imboccato, claudicanti e sommersi da un boato, il corridoio con la
scritta di Kipling e, buffetto sulla spalla, "bella li, cazzo, come la
stai giocando"


Domani alle 16.30. Campo 18, ovviamente.

5 commenti:

Appena visto su Sky in replica, match davvero stupendo; combattuto fino alla fine e mai davvero strameritato più da uno che dall'altro contendente. Due atleti magnifici che, usciti dal nulla, sono magari riusciti ad avvicinare a questo sport anche chi (come me) non l'ha mai saputo apprezzare.

Splendido, giopeppa.

I complimenti vanno a Quedex, è roba sua. :)

Fra l'altro lo ringrazio per aver tenuto in vita il blog con questo post durante la mia settimana in spiaggia. :D

Mi sembrava roba da Quedex ma non ho trovato scritto da nessuna parte che fosse suo. Dopo aver postato il commento mi son ricordato di quando è stato ufficialmente presentato quale autore del blog e ho visto il nome impiccicato sotto al titolo. Troppo tardi. Era tutto finito.

Hai ragione, è tutto finito. Spengo Internet.

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