Saverio Pesapane è uno che su Usenet voleva farsi chiamare dareiz (che viene da "there is") e ha finito per essere chiamato da tutti Nola. Nola, da adesso lo chiameremo così anche qui, è un tipo simpatico, divertente, mattacchione, noto anche come "uno psicologo da Nola", che non vorreste mai vedere seduto di fianco a vostra sorella o alla vostra fidanzata. Ma è pure uno sveglio che fa cose interessanti. Dio santo non riesco a credere a quel che ho appena scritto.
Il ragazzo ha deciso che da grande vuole fare il regista e si è messo al lavoro su Devotional, un documentario dedicato alle elezioni del 2012 in Egitto, Russia e Stati Uniti d'America. Nola, per altro, il regista lo fa ormai da sei anni e ha lavorato su svariati documentari dal discreto spessore (questo lo affermo sulla fiducia e sulla base degli argomenti trattati, perché non ne ho guardato nemmeno uno). Quindi, insomma, non spunta completamente dal nulla. Ora, Devotional è un progetto un po' particolare. Tutta la parte dedicata alla rivoluzione e alle elezioni in Egitto è stata girata, e il nostro amico Nola è stato anche in Russia nel periodo delle relative elezioni. Il materiale, però, è sufficiente solo per assemblare un documentario sulle elezioni Egiziane: per completare il progetto, bisogna tornare in Russia e bisogna andare a seguire le elezioni americane di novembre. Ma servono i soldi. Ed ecco che entra in gioco la campagna su Indiegogo.
Servono i soldi, si diceva. Servono per la preproduzione, per poter creare la rete di contatti necessaria a coinvolgere le persone giuste. Servono per recarsi a lavorare tre settimane in Russia e tre settimane negli Stati Uniti. Servono per la postproduzione. E si possono donare a questo indirizzo, in una maniera molto simile a quella di Kickstarter, anche se con la particolarità che la campagna è "flessibile": se non si raggiunge il target, i soldi donati vengono comunque presi e utilizzati per realizzare solo la parte dedicata alle elezioni egiziane. Il target è di 40.000 dollari, cifra minima necessaria per avviare la produzione dell'intero progetto. Con 70.000 dollari si può fare ben di più, con 100.000 dollari si mira addirittura alla distribuzione internazionale. Agevolo infografica.
Quindi, insomma, se il progetto vi sembra interessante e c'avete voglia di mollare anche solo dieci dollari, sappiate che serviranno a qualcosa e che, alla peggio, si realizzerà solo il comunque (potenzialmente, dai) interessante documentario sulla parte egiziana. In ogni caso, se volete curiosare, ripeto che trovate la campagna su Indiegogo a questo indirizzo qui e segnalo la pagina Facebook a questo indirizzo qua. Rimangono due settimane di tempo al termine della campagna, dubito sinceramente che si possa raggiungere il target, immagino tutto faccia brodo. Per incuriosirvi ulteriormente, agevolo il bel trailer.
Io stavo in Italia a mangiare fino a star male, il mondo intanto andava avanti. Tipo che iniziavano le Olimpiadi, con una (bella!) cerimonia d'apertura che mi sto guardando adesso mentre scrivo perché sulla diretta ero a Milano a preparare la valigia (e non c'avevo voglia di ascoltare i tizi Rai che ci parlavano sopra). Olimpiadi che qua in Germania seguo ignorando quasi del tutto la TV e stando attaccato ai due PC. Eurovision Sports il sito di riferimento, che manda in streaming (con differita, rewind e via dicendo) dodici canali con non proprio tutto tutto tutto ma praticamente tutto quel che posso desiderare. Sono i feed diretti, senza telecronache. E se da un lato mi spiace perdermi Caressa in modalità Galeazzi o Tranquillo e Messina che commentano il basket, dall'altro è veramente bello ascoltare i suoni, le voci e le urla dal campo. Gli speaker che commentano le prove di tiro, le ragazzine della ginnastica che si fanno coraggio, gli allenatori che sbraitano, le urla di dolore e di gioia, i tifosi, bello bello. Poi, oh, le Olimpiadi son sempre quella roba lì, stare appiccicato agli schermi tutto il giorno, saltando fra centomila sport diversi, seguendo robe che fra due settimane smetteranno di avere qualsiasi importanza per quattro anni. E i momenti Rocky/film americano. Quattro punti rimontati in trenta secondi. La nuotatrice che rimane indietro di due vasche e arriva in fondo con la folla in delirio. Un bronzo vinto aspettando i giudici. Le disfatte, le rimonte, le sorprese, gli errori e la tensione. Bello bello, due settimane, impazzire.
Comunque, questo è un post su cose successe mentre ero via. Quindi andiamo avanti. Tipo, per dire, c'è stata quella fiera di fumetti in America dove fanno vedere le cose del cinema e della TV. Per esempio il trailer della terza stagione di The Walking Dead, magari un po' spoileroso, anche se neanche troppo (secondo me è tutta roba del primo episodio).
Dunque, Michonne sembra proprio ganza, e sembra all'insegna dell'assenza di vergogna e del non nascondersi dietro a un dito: è un personaggio fumettistico, pazzerello e un po' assurdo, per certi versi sull'orlo del ridicolo, ma loro non si vergognano e la mantengono così. Giusto! Per il resto, che dire, c'è il governatore, c'è la prigione, basterebbe questo per gasarsi. Glen Mazzara continua a dire che i ritmi rimarranno quelli sostenuti e intensi del finale di seconda stagione, e che marceranno fra gli eventi a una velocità che molti non si aspettano. Dopo aver adattato due paperback in due anni, vorranno mica fare l'intero ciclo della prigione (sei paperback) in sedici episodi? Vai a sapere. In ogni caso, sono curiosissimo di scoprire come modificheranno le varie dinamiche. Nel trailer si vede Andrea finire assieme a Michonne in quel brutto postaccio di Woodbury mentre gli altri fanno casino in prigione. Morrissey come Governatore mi sembra solo ottimo. Rick in versione dittatore è partito bene. Che/chi troveranno in prigione? Come si svilupperanno le faccende dei Dixon? Dai dai dai.
Sempre al Comicon hanno annunciato un po' di robe sui film Marvel, il nuovo ciclo che ci porterà tutti felici fino a The Avengers 2. Siamo all'inizio della fine? Andrà tutto a mignotte? Boh, può essere. Comunque, Iron Man 3 (maggio 2013) firmato Shane Black è una roba che sulla carta promette bene. Anche se la nuova armatura ha la faccia di quei costumi alternativi che ogni tanto tirano fuori per provare a rilanciare un personaggio e poi, dopo qualche mese, buttano nel cesso. Ben Kingsley nei panni del Mandarino è una bella prospettiva, anche se immagino sarà un po' "normalizzato" rispetto ai fumetti. E Guy Pearce dove lo metti sta. Per quanto riguarda il resto, siamo praticamente solo alle (poche) parole. Pare che Thor: The Dark World (novembre 2013)c'avrà dalla sua la presenza dell'Incantatrice, la famosa dea delle zoccole. IMDB ancora non svela l'attrice, ma sostiene il ritorno del cast del primo film praticamente al completo. Captain America: The Winter Soldier (aprile 2014) racconterà evidentemente di come Bucky si è salvato dalla caduta del precedente episodio. Poi c'è sempre Edgar Wright al lavoro su Ant-Man (data di uscita ignota perché Wright ha una carriera a cui pensare) e infine Guardians of the Galaxy (agosto 2014), che rientra alla perfezione in quell'assenza di vergogna e in quel totale abbracciare il lato camp, colorato e sgargiante della faccenda supereroi alla base di questa serie di film (e in un certo senso simile alla presenza delle sciabole e degli zombi al guinzaglio di Michonne in The Walking Dead). Gente colorata che vola e si mena nello spazio? Più fumetto americano di così si muore. Il tutto, chiaramente, propedeutico al cattivone annunciato nel post-finale di The Avengers. E, a proposito di supereroi...
Due versioni dello stesso trailer per Man of Steel / L'uomo d'acciaio, una con la voce fuori campo di Kevin "Pa' Kent" Costner, una con la voce fuori campo di Russell "Jor-El" Crowe. Ora, questo è il reboot che rilancia Superman per l'era moderna, taglio diverso, tutto action Zack Snyder eccetera. Io lo guardo e mi sembra di vedere il primo trailer di Superman Returns, uguale, solo ambientato di sera, senza le musiche di John Williams e con le voci di Costner e Ciccio Crowe al posto di quella di Marlon Brando. Non so se ci abbiamo guadagnato. Di buono c'è che non se l'è scritto Snyder, dato che l'unica cosa che si è scritto da solo non ci voglio pensare. Boh, vedremo. Comunque, per capirci, questo era quello di Superman Returns:
L'hanno chiaramente fatto apposta, è un omaggio al vecchio Superman, non vuol dire niente e questo sarà una tamarrata con la gente che si tira i cazzottoni, certo. Però, oh, secondo me a fascino vince diecimila volte quello vecchio. Vedremo. Per intanto, chiudiamo la faccenda supereroi con un omaggio al Punitore con protagonista Thomas Jane, che, nonostante il discutibile film con lui protagonista, è e rimane un fan del personaggio.
Ci sono comunque altri trailer cinematografici spuntati di recente. Per esempio abbiamo quello di Cloud Atlas, nuova pellicola diretta a sei mani da Tom Tykwer assieme ai fratelli Wachowski. In realtà, da quanto capisco, hanno proprio diretto parti separate del film, in maniera del tutto indipendente, condividendo solo alcuni attori. Sono cinque minuti di trailer e sembra veramente un delirio bizzarro e ambiziosissimo.
E a me mi piace. Tipo che subito dopo averlo guardato ho scaricato il libro su Kindle, dato che no, non l'ho mai letto. Un altro recente trailer di film è quello del nuovo Silent Hill, seguito diretto del precedente ma con nuova protagonista pescata dal terzo episodio del videogioco.
Il primo film m'è piaciuto meno che ad altri, ma aveva i suoi meriti e mi è quasi venuta voglia di riguardarlo. Questo, dal trailer, sembra passabile. La protagonista ha un po' quell'aria forzata, sempre con lo stesso vestitino per rimanere uguale a com'è nel gioco, e quel che si vede sembra la versione gommosa di Hellraiser ridipinta con tutte le necessarie strizzatine d'occhio alla serie Konami. Ma insomma, magari ci si diverte. Comunque, già che parliamo di videogiochi, ecco la prima foto - tutta bella provvisoria e che ancora ci devono mettere gli effetti speciali e i colori ultravivaci - di Wasteland 2, noto anche come la prima cosa a cui io abbia dato soldi su Kickstarter. E insomma, sembra il Fallout 3 che è lecito attendersi.
Chiudiamo il discorso videogiochi, e pure il post, facendo una cosa che di solito evito qua sul blog ma che faccio perché ero via e non ho fatto i miei soliti spam sui socialcosi. Già che passavo da Milano, sono stato a un evento THQ, dopo il quale ho scritto (standomene al fresco nel verde ligure, col vento fra le palle) anteprime su Darksiders II, Metro: Last Light, WWE '13, Company of Heroes 2 e South Park: The Stick of Truth. Inoltre, mentre ero via sono stati pubblicati alcuni articoli che avevo preparato prima di partire: le recensioni di Mighty Switch Force! e Chi vuol essere milionario e il nuovo episodio della mia rubrichina eXistenZ.
Mentre ero via hanno pure ufficializzato la chiusura di Giochi per il mio computer. Ci terrei qui a sottolineare che i numeri di XMU e GMC su cui ho ripreso a scrivere dopo tanto tempo sono stati gli ultimi a uscire. Scusate. Sarà per questo che ultimamente non mi fanno più scrivere una sega su TGM? Va detto che al Maxi Tigre di Giulianova l'ho presa in mano dopo tanto tempo, TGM, e mi ha fatto un po' impressione. Aveva quella consistenza tremebonda da cataloghino pubblicitario postale. Ah, ma dimenticavo:
In pratica, mentre Computer idea, quella vera, l'è bella che morta e in mano al curatore fallimentare, appare in edicola la copia carbone con un geniale "!e" in coda che davvero guarda io invidio il cervello di chi se l'è inventato complimenti. A proposito, sono arrivati i soldi da quell'altra storia là.
Ciao, sono ancora in ferie. Per la precisione, sono in Abruzzo a mangiare come un porco privo di un domani. In linea teorica, mercoledì dovrebbe essere stato pubblicato un episodio estivo del Podcast del Tentacolo Viola, nel quale io e Davide (il Cego stava senza voce) parliamo di cosa ci giocheremo in ferie e diamo qualche consiglio. Tipo che per esempio io parlo un po' di The Amazing Spider-Man e dei film del Filmfest München. Se è stato pubblicato, lo trovate a questo indirizzo qui. Però vai a sapere.
Fra una settimana torno in Germania e, presumibilmente, torno a pubblicare cose qua sul blog. O forse no, chi lo sa, del futuro non v'è certezza.
Questa settimana abbiamo pubblicato due podcast. Almeno credo. Non posso saperlo con certezza perché ho scritto e messo in pubblicazione automatica questo post a inizio settimana, martedì sera sono partito per l'Italia, non so quanto tempo ho poi avuto per andare su internet, ora sono in Liguria in luoghi a malapena raggiunti dal telefoni figuriamoci dall'internet e vabbuò insomma quel che è stato è stato. Comunque, i due podcast in questione, vai a sapere se già pubblicati o meno, sono i seguenti:
1. un Outcast Speciale dedicato al fantastico mondo della localizzazione. Non c'ha pretese di offrire verità assolute e panoramiche dall'alto, si concentra invece sull'opinione che io, Delu e la gente di Gloc c'abbiamo dell'argomento, espressa chiacchierando di alcuni spunti specifici. Lo trovate a questo indirizzo qua.
2. la seconda parte dell'episodio di Outcast Sound Shower dedicato a palle e videogiochi, adorabile come sempre e perfetta per un rinfrescante ascolto estivo. La trovate a questo indirizzo qui.
Emmobbastaveramenteperò. Sono in Italì e ci resto fino a fine mese. Nel mentre, usciranno un episodio speciale del Podcast del Tentacolo Viola e, forse, se laggente ci riescono, un altro Outcast Sound Shower. E fine. Buone vacanze, per chi le fa.
L'internet mi assicura che oggi esce al cinema in Italia Biancaneve e il cacciatore, che io ho visto a Monaco a inizio giugno e di cui ho scritto a questo indirizzo qua. Questo post l'ho preparato giorni fa, se nel frattempo han cambiato la data d'uscita, oh, amen. Comunque non è che il film mi abbia fatto impazzire.
In questo momento sono a Milano, probabilmente a ritirare gli ultimi tre mesi di fumetti con un bulldozer.
Sono ufficialmente fuori dai maroni, a rilassarmi in Italia poltrendo e mangiando come una fogna. Da qui a fine luglio, il blog chiude, a parte qualche post di puro spammaggio che ho messo in pubblicazione automatica. Dubito ci saranno scene di panico e suicidi per questo, ma sempre meglio avvisare.
Voi intanto non smettete di seguire Outcast, che ci sono tante cose belle in arrivo.
Safety Not Guaranteed (USA, 2012) di Colin Trevorrow con Aubrey Plaza, Jake Johnson, Mark Duplass, Karan Soni
Safety Not Guaranteed è un bizzarro film indie, con dei bizzarri personaggi da film indie, una bizzarra colonna sonora indie, una bizzarra storia da film indie, che frequenta bizzarri festival indie, ostenta il sigillo di bizzarra qualità indie del Sundance sul manifesto ed è "dai produttori di Little Miss Sunshine". Son cose che è meglio specificare, perché c'è un sacco di gente che di fronte a questi bizzarri film indie si fa prendere dal disgusto e non riesce proprio a divertirsi. Ma in questo caso sarebbe un peccato, e quindi tutto sommato mi verrebbe da consigliare la visione anche a questa bizzarra gente, perché il bizzarro spunto di partenza è davvero adorabile e molto ben sviluppato. E alla fine conta questo, no?
Comincia tutto con un annuncio sul giornale, quello riprodotto nel poster qua sopra, in cui un tizio (Mark "Delu" Duplass) sostiene di poter e voler viaggiare nel tempo e cerca qualcuno che lo accompagni. Una rivista invia un reporter e due stagisti a indagare sulla faccenda e da lì parte una storia fuori di cozza interamente giocata sul non svelare quale possa essere la verità. Non starò qui a dire se il finale del film regali certezze, perché poi la gente urla allo spoiler, ma tutta la sceneggiatura ruota attorno all'idea di mantenere il dubbio: Kenneth ci fa o ci è? All'inizio sembra evidente: ci è, e pure di brutto. Poi, però, la faccenda si evolve e praticamente ogni singola cosa che accade sembra spingere in entrambe le direzioni. Simbolo massimo di questa cosa i due tizi incravattati che lo pedinano. Magari è solo perché stanno investigando sui suoi furti in laboratorio, o magari sono davvero uomini in nero che vogliono impedire il suo viaggio e rubare le sue invenzioni.
Ne viene fuori una commedia gradevolissima e davvero ben scritta, che si prende il disturbo di raccontare personaggi interessanti e capaci di andare oltre le macchiette di pura funzione che, visto il soggetto, altri avrebbero considerato sufficienti. Tutto è trattato in maniera intelligente e degna: si ride senza scadere nella farsa, si seguono vicende perfino umane e toccanti e ci si interroga sulla questione del viaggio nel tempo sfiorando i cliché dei paradossi con un intreccio che davvero funziona e porta fino in fondo idee anche piuttosto ambiziose e non semplici da gestire. Bello.
È l'ultimo film che ho visto al Filmfest München, qua a Monaco (ma va?) e in lingua originale. Per il momento sta facendo il giro dei festival e, secondo IMDB, è prevista l'uscita solo in Nuova Zelanda. A ottobre. Attendiamo fiduciosi per il resto del pianeta.
Il remake di Total Recall si è iscritto al volissimo a quel simpatico club dei film da odiare a prescindere, che fanno cacare dal primo annuncio e fanno schifo no matter what. E del resto va a toccare una fra le robe più amate con Arnie, un film di Paul Verhoeven quando Paul Verhoeven era l'idolo delle folle, un cult pieno di momenti memorabili. A me queste cose interesserebbero relativamente, perché poi alla fine vale sempre il discorso del chissenefrega, del fatto che il film originale mica scompare e del "oh, magari viene fuori diverso ma bello". Solo che poi mi torna in mente che il regista è Len Wiseman e uffa. Comunque, ricordiamo al gentile pubblico che in questo nuovo Total Recall ci pensa Colin Farrell a pronunciare le immortali parole: "If I'm not me, then who the hell am I?", che il personaggio di Sharon Stone è interpretato da Kate Beckinsale (parliamone), che il personaggio di Rachel Ticotin è interpretato da Jessica Biel (dai, qui ci abbiamo guadagnato) e che Len Wiseman è una capra. Agevolo nuovo trailer.
Da questo nuovo trailer si desume che avremo la mitica donna con tre tette ma il film è un PG-13 e le tette non le inquadrano. Per il resto, mboh, a me in realtà quel che si vede non dispiace. Il problema è che dai trailer pure Underworld non mi sembrava male e poi mi c'è voluta un'iniezione d'adrenalina nel petto per riprendermi. Comunque qua in Germania arriva il 23 agosto, così faccio in tempo a dirvi cosa me ne sembra per quando arriva in Italia a settembre inoltrato. Passiamo all'ennesima roba su The Walking Dead.
Ecco, Michonne. Personaggio meraviglioso, eh, e se nel telefilm lo sfrutteranno a dovere sarà meraviglioso pure lì. E non mi riferisco alla spada, è proprio un bel personaggio a tutto tondo. Però, dai, diciamocelo, la faccenda della spada, così come gli zombie al guinzaglio, è proprio la tipica roba che sulla pagina disegnata va benissimo ma messa in telefilm sembra un po' ridicola. E io per questo li stimo, perché l'han buttata lì senza vergogna e senza tirarsi indietro. Vediamo cosa ne viene fuori.
Domani sera si parte per l'Italia, torno a preparare la valigia.
Rampart (USA, 2011) di Oren Moverman con Woody Harrelson, Brie Larson, Ben Foster, Sigourney Weaver, Anne Heche, Steve Buscemi, ma soprattutto Woody Harrelson
Diretto da Oren Moverman, che con Woody Harrelson e Ben Foster aveva già firmato il bellissimo The Messenger, e co-sceneggiato da James Ellroy, Rampart racconta il declino della carriera di un poliziotto rude, violento, eccessivo nell'uso della forza bruta, convinto che il suo modo di agire sia inappuntabile, degno rappresentate dello scandalo che ha colpito la polizia di Los Angeles negli anni Novanta. Scritto con una forte attenzione al reale, al contesto, allo sfuggire il più possibile dalle esagerazioni, e diretto con un taglio documentaristico che comunque non rinuncia a qualche bel guizzo (per esempio la litigata a tre Harrelson/Buscemi/Weaver), Rampart mette semplicemente in scena il suo protagonista, un eccezionale Woody Harrelson. Ellroy e Moverman non raccontano lo scandalo o la Los Angeles dei quei tempi, se non attraverso gli occhi e la vita di Dave Brown, sulla cui esperienza il film si concentra in toto, mostrandone l'improvviso, definitivo e inarrestabile declino umano e professionale.
E Dave non è il classico poliziotto che ti aspetti in film legati a queste tematiche. Non è l'istrione Denzel Washington di Training Day, non è un buzzurro ignorante, non è un alcolista perso e fuori controllo che picchia la moglie e tratta di merda i figli. No, è una persona apparentemente normale, anche discretamente ricercata nel modo di esprimersi, credibile quando minaccia di rifarsi una carriera da avvocato per il solo gusto di andare a perseguitare le stesse forze di polizia che si vogliono liberare di lui. E proprio per questa sua normalità, così distante da come il cinema è solito raccontarci personaggi simili, risulta ancora più agghiacciante. A tratti quasi ti diventa simpatico, per il modo in cui la sua vita sta andando a puttane, per il suo aggrapparsi ferocemente all'amore per le figlie, per quel momento in cui si rende conto di aver fallito anche in quel senso. Eppoi, però, ti accorgi di stare seguendo le vicende di un uomo impossibile da amare, per i suoi atteggiamenti violenti e razzisti e la sua assenza di morale.
Vittima di un sistema che su gente come lui ha campato per decenni e all'improvviso ha deciso di liberarsene con una tirata di sciacquone, Dave è allo stesso tempo pieno e consapevole responsabile delle proprie azioni, vero motore del disastro in cui si è ingolfato. Vede il mondo crollargli addosso, ma rimane convinto di essere nel giusto, che lo stiano usando come capro espiatorio e non ci sia nulla di male nel riempire di calci in faccia un sospetto o nell'ammazzare un rapinatore disarmato a colpi di pistola e far finta che fosse legittima difesa. La forza brutale di un personaggio tragicamente credibile, magistralmente raccontato e interpretato.
L'ho visto in lingua originale al Filmfest München. IMDB m'insegna che è uscito in pochissimi paesi e in altri arriva direttamente in DVD. Non ho notizie sull'Italia. Woody non si merita di essere doppiato.
Damsels In Distress (Nuova Zelanda, 2011) di Whit Stillman con Greta Gerwing, Analeigh Tipton, Megalyn Echikunwoke, Carrie MacLemore, Adam Brody, Ryan Metcalf
Damsels In Distress approccia in una maniera tutta bizzarra, stralunata, surreale, sostanzialmente fuori di cozza, un tipo di racconto invece assai tradizionale nel mondo delle commedie americane. Lo spunto di partenza è fondamentalmente lo stesso di Mean Girls: ragazza tutta carina e adorabile arriva al college e si inserisce nella banda di gnoccherelle elitiste, belle e forse un po' oche. Solo che in questo caso non si tratta del solito gruppetto di stronze insopportabili, anzi, pur nella loro maniera un po' arrogante, sono brave guaglione che cercano di fare del bene. Tipo, per dire, frequentano degli sfigati per migliorare la loro vita e organizzano un circolo di supporto per convincere gli aspiranti suicidi a non compiere il tragico gesto.
Da qui si sviluppa una storia che racconta di piccoli, completamente assurdi drammi sentimentali e faccende universitarie, i cui protagonisti paiono tutti costantemente sotto effetto di sostanze stupefacenti. Sembra di stare guardando un film di Wes Anderson, ma senza l'affascinante (o stucchevole, fate voi) ricerca visiva di Wes Anderson. Sono tutti strani e bizzarri, ma in un mondo in cui è normale essere strani e bizzarri, la gente parla in maniera sempre forbita, incessantemente sarcastica, e ogni personaggio è lo stereotipo di se stesso, con i rincoglioniti della fraternita dei rincoglioniti che sono talmente rincoglioniti da non saper nemmeno distinguere un colore dall'altro. E a un certo punto c'è il numero da musical, ovvio.
Bello? Boh, leggo che ha chiuso il Festival di Venezia fra gli applausi, ma tutto questo entusiasmo non me l'ha generato. Bizzarro e intrigante, questo sì, e ogni tanto ti strappa pure il sorriso, anche se per la maggior parte del tempo ci si fa più che altro rapire dall'atmosfera surreale e svampita, dai dialoghi stilizzati e sopra le righe, e dal modo senza dubbio elegante con cui si riescono a sovvertire diversi stereotipi delle commedie giovanili e si punta sul politicamente scorretto senza scivolare nel volgare. Ma sì, bello, dai.
L'ho visto in lingua originale al Filmfest München. IMDB mi dice che in Italia, oltre ad essere passato dal Festival di Venezia, è uscito a Maggio, ma ho il dubbio che menta. Seduto in sala di fianco a me c'era un giornalista tedesco che ha passato tutto il film a prendere appunti su un foglio e a sghignazzare come se stessimo guardando un film dei tempi d'oro della trinità Zucker/Abrahams/Zucker. Un tizio di fianco a lui s'è pure incazzato.
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Ciao sono kekkoz e per disguidi tecnici che non sto a spiegarvi sarò io il
vostro ospite della serata. Eh lo so, son dolori. E scusate per il
ritardone. ...
Ricordi
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Ciao papà, non riesco a credere che tu non ci sia più.
Non riesco a credere che tu abbia lasciato questa Terra, e che tu sia ora
andato lassù, dove starai ...
Il canto del cigno
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Human Nature #5, Roberta Lisca, 2015
Una volta all'anno, ormai, sento l'esigenza di scrivere. Ma se non mi
sforzassi e non ci pensassi su tutti i santi g...
Knock knock, who blogs there ?
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wow... almost one year since the last blog post.
It's so much easier to tweet out, especially if that's connected to
Facebook.
I don't really have a moral ...
Top Gear in Italia - Istruzioni per l'uso
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Se ne parla da anni, ma l’ufficialità, sebbene in sordina, è arrivata più o
meno durante le scorse feste natalizie: Joe Bastianich ha aperto una casa
di p...
Un lupo, una madre e un ragazzo: i film del 2014
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Anche quest’anno non ho resistito: qui sotto ci sono i miei 20
film preferiti tra quelli usciti nelle sale italiane nel 2014 e altri 10
film che io ho vist...
Stato avanzamento lavori
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Con pazienza e calma sta procedendo il porting di Tau Ceti sulla
piattaforma jMonkey che, ora che sto iniziando a conoscerla, devo dire
essere davvero stre...
Sono vivo, eh!
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I quattro o cinque di voi che seguono abitualmente questo blog potrebbero
eventualmente aver notato una certa… uh… rarefazione degli aggiornamenti.
Ecco, v...
La caduta
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Non cadevo così bene da anni. Inciampare, poggiare male il piede,
fluttuare nel vuoto per un nanosecondo e spalmarsi al suolo. Capita a
tutti, no? A me di...
www.babalot.com
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l'interregno di questo blog d'emergenza termina oggi, si torna all'antico,
ovvero a babalot.com. gli aggiornamenti (e anche tutti i post pubblicati
qui) li...
RECE VIDEOGIOCHI: Dream Chamber
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Solitamente *non mi lascio sfuggire* nessuna avventura grafica. Mi informo,
seguo siti dedicati e blog vari. Eppure *Dream Chamber* mi è passato
completam...
Tempo Maledetto
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Non ce la faccio, questo blog meriterebbe un proprietario migliore. Per
cui, attingendo alle solite fonti, copio ed incollo varie news
interessanti. Partia...
Luigi’s Mansion: Dark Moon
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C’è una casa fatta di case, e ogni casa è un dedalo di situazioni che si
susseguono nei corridoi, nelle stanze, sulle rampe di scale: puzzle, rebus,
scherz...
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Hi there! It's been fun, but SVGL is now retired. I've moved -- click here
to visit leighalexander.net if you're not redirected automatically within a
few ...
The REMA model: The PAME model
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Just a quick update on my latest thoughts on REMA. Reflecting more on
Daniel Pink’s work (initial thoughts) and a recent blog post on gamasutra,
it’s becom...
Indie Game: The Movie
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Primo post da mesi a questa parte e ultimo post del 2012.
Ci è voluto un documentario come Indie Game: The Movie per farmi tornare
voglia di scrivere sul ...
Ci siamo spostati altrove!
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Questo non è un nuovo episodio di Outcast, è solo un modo come un altro per
far presente che questa versione di Outcast non esiste più. Ci siamo
trasfer...
Starting A New Game Company
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I just got an email from someone starting a new game company. I get these
questions every now and then, so I figured I would paste one of my
responses in t...
Trasloco su Dailyrando
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Buongiorno a tutti, come forse vi sarete già accorti da alcuni giorni la
“notizia del giorno” di One|Game|Shot manca all’appello. Il motivo è valido
e comp...
Sopra il cielo
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E ascolto i REM e metto la telecamera dell'aereo sul video e resto
ammutolito davanti all'oceano che diventa terra e nuvole sovrapposte alla
terra che sono...
Juventus – Parma 4-1
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Che bella la Juventus vista all’opera in “pausa pranzo”. Quella messa in
campo dall’eterno Capitano Antonio Conte è una squadra grintosa, che
accorcia, che...
Faccio un vento e cambio il clima
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Le polemiche nate per via del manifesto “cambia il vento.” commissionato
dal PD sono molto interessanti. Rappresentano una svolta epocale, le
femministe it...
L'epica ippica nipponica
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Volete provare il giapanzissimo ed esilarante Japan World Cup di cui vi
abbiamo parlato nell'ultima puntata di Outcast? Ma sì, dai, è il giochino
interne...
SARONNO, AVANGUARDIA D’ITALIA
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Sono giorni che arrivano tutti allo stomaco, questi giorni di fine maggio.
Giorni che sanno di liberazione e Risorgimento, perché proprio nel 150°
dalla su...
[MOVIES] Alice In Wonderland: recensione
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Alice + Burton = capolavoro? Nì. Anzi No. Stavolta il buon Tim toppa.
Eppure il sostrato narrativo sembrava ideale per sfoderare la prodigiosa
immaginazion...
Dedicato a Ronnie James Dio
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Today my heart is broken, Ronnie passed away at 7:45am 16th May.
Many, many friends and family were able to say their private good-byes
before he peacefully...
Comunicazioni di servizio
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Subito dopo le vacanze natalizie, siamo al lavoro su grandi cambiamenti su
SPNC. Siccome il sottoscritto è un incapace, potrebbe esserci qualche
momentaneo...
Frankie Goes to Hollywood
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Mia sorella si chiama Francesca all'anagrafe, ma per tutti è Frankie da
quasi quindici anni, da quando cioè la nostra sciura ospitante a Londra
aveva cerc...
Sweet and sour.
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La terra è fredda e scomoda. La maglietta bagnata. Fa freddo.
Il corpo intirizzito è steso. Fermo. Immobile se non fosse per quei polmoni
che il fiatone c...
Spostamento e due
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IL BLOG SI E’ SPOSTATO! (CLICCA QUI) Achtung! Incredibilmente c’è ancora
qualche pazzo che visita questo abbandonatissimo blog, privando quello (ex)
nuovo ...
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Originally posted on the SciFi.com forum:
I don't want this day to happen.
I want it to be rescheduled, rethought, removed and recalled.
Tomorrow the stor...
True Blood
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dopo la caduta libera di alcune serie che ho amato molto (weeds e prison
break su tutte..e temo la terza serie di dexter)
ecco una nuova grande serie dell...
Le trasimssioni riprenderanno...riprenderanno?
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Avevo già preso atto della volontà di alcuni (ex) GB di tentare una nuova
avventura calcistica che, evidentemente, ha voluto preventivamente non
essere ape...
Blog relocation
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Starting today, this blog is moving to http://dilbert.com/blog/. There you
will be able to vote on comments, and the best ones will float to the top.
Scott
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lascivia si è sdoppiato in due persone
uno bellissimo, che conosco solo di vista
e uno che invece è proprio lui ma è diventato un po' brutto, semi-grasso e ...
THE NEW DAISY GODZILLA LIVE! (PARTE VI)
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Il concertino è già bello che finito da qualche ora e, visti i tempi che
corrono, il disgraziatissimo Magiustra non ha fatto in tempo a mettere giù
due ri...
Morte per inedia
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Con l'aggiornamento delle classifiche che trovate qui sotto si chiude
ufficialmente e prematuramente il FROGEvolution Soccer Tour 2. Le
motivazioni non va...