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17.1.06

La sottile linea scura


A Fine Dark Line (USA, 2002)
di
Joe R. Lansdale

Le Stagioni erano Diverse anche nel Texas degli anni Cinquanta, e Lansdale ce le racconta tramite gli occhi del tredicenne Stanley Mitchell. La sottile linea scura parla di alcuni fra i temi più cari allo scrittore texano, il razzismo, la violenza domestica, l'amore per i ricordi e il passato. Stanley incappa in un mistero insoluto e, con l'avventurosa curiosità dei ragazzini, affronta un viaggio iniziatico, che nel corso di un'estate lo porterà a scoprire la morte, il sesso e il profondo significato della parola amicizia.

Un romanzo che non dice nulla di nuovo, ma che si racconta con una padronanza notevole, dipingendo personaggi ricchi e credibili, dei quali è impossibile non innamorarsi. In giro ho letto che questo è il miglior libro di Lansdale, addirittura qualcuno esagera e parla di "romanzo perfetto". Io mi limito a dire che è un gran bel libro. E tanto basta.

4 commenti:

Certo che se questo è il miglior libro...

Mi aspettavo decisamente meglio... sarà che l'ho letto appena terminato l'Idiota di Dostoevskji: il confronto è impietoso.
Non sto dicendo che è brutto, l'ho letto con piacere ma nulla di più ;)

Capito e, fra l'altro, non è che per me sia molto diverso. Nel senso, il fatto di Lansdale è che proprio lo trovo piacevolissimo da leggere, anche se poi alla fin fine non è che racconti chissà cosa.
Comunque secondo me non è questo il suo miglior libro, o perlomeno non è quello che mi è piaciuto di più.
La palma spetta a La notte del drive-in, perlomeno alla prima parte.
:)

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