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28.1.06

Perdinci, l'inverno


Stasera sono tornato dal lavoro divertendomi come un coglione a saltare fra i mucchi di neve nel tragitto dalla metropolitana a casa. Arrivato su, erano circa le otto, ho afferrato la macchina fotografica e sono tornato di sotto, armato dei soliti guanti e cappellazzo da pirla, a tentare di immortalare il mondo bianco attorno. La parola "tentare" non è scelta a caso, viste le difficoltà che 'sto catorcio di macchinetta mi crea appena cala un po' la luce. Comunque, qualcosa ho ottenuto. Il bello è che ero sceso solo per fare due foto e mi sono ritrovato a girare l'angolo, camminare, correre, saltellare, arrivare fino alla montagnetta di S.Siro e arrampicarmi come un cretino fino in cima, incrociando gente sugli sci e altri che si buttavano sdraiati su sacchi della spazzatura. E sono stato un po' lì sopra a guardarmi intorno e tirare il fiato. Hahahaha, a un certo punto ho pure appoggiato la macchina digitale e mi sono filmato mentre scivolavo giu dalla cima della montagnetta, che con le scarpe da ginnastica si fila una meraviglia. Son tornato a casa fradicio, con i piedi totalmente inzuppati, assetato e affamato come una bestia, però con addosso quella sensazione meravigliosa di sudore "nevoso", un po' da pomeriggio passato a sciare. Cazzo, non lo faccio da troppi anni, bisogna provvedere.

Che poi, madonna, è allucinante, guardo fuori ed è, toh, tardo pomeriggio. L'una di notte, certo, ma col riverbero sulla neve la luce dei lampioni illumina quasi il quartiere a giorno. Il cielo è bianchissimo... tutto è bianchissimo. E sulla tv qui a sinistra sta iniziando la diretta di Cleveland Cavaliers @ Indiana Pacers. C'è già Stojakovic, ai Pacers? Mi sa di no.

Vabbé, comunque, questo è proprio il tipo di post che non vorrei fare sul blog, è un po' troppo "inutili affari miei". Però, se proprio devo farlo, facciamolo in maniera proprio fastidiosamente leziosa, sbattiamoci pure un po' di foto, con tanto di descrizioni sotto, occupiamo senza ritegno tutta la pagina, facciamoci del male.


Questa me l'ha scattata stamattina Elena mentre andavamo verso la metropolitana. Un bimbo felice.



Questa è la Focus di Elena dopo una notte e un giorno di neve.



Ok, cominciano le foto "meno peggio" fra quelle prese in modalità notturna, quindi tutte rossicce e mosse. Da adesso in poi, tranne forse un paio, saranno tutte così. Questo è l'ingresso del palazzo, ricoperto di panna montata.



Ahahahah, appunto, eccone una scattata col normale flash. Un mini parchetto davanti casa, con il circolo di panchine dove stanno appollaiati i vecchi che guardano i bimbi giocare. Il coso sepolto in mezzo è una specie di cavallino a dondolo (anzi, a molla).



Qua diamo uno sguardo al solco scavato dai passanti. Non so perché, ma mi affascina il canyon fra le nevi, la trovo un'idea divertente.



Il grande albero nel cortile della scuola elementare, mogio e abbattuto dalla neve. Non sembra che sia tutto ricoperto di zabaione?



Questa fa molto Terminator 2.



Uno sguardo più approfondito a uno dei canyon citati prima.



Un po' mossa, ma fa lo stesso: le auto sfrecciano sotto il ponte, sulla destra si intravede il Mazda Palace, poco a sinistra c'è la Montagnetta.



A proposito di Terminator 2, dai colori di 'sta foto sembra che sia appena esplosa la bomba atomica.



Purtroppo, panchina a parte, le foto alla montagnetta, sia lungo la salita, sia una volta arrivato in cima, sono venute malino. Il filmato comunque è una meraviglia, ma me lo tengo per me. Vi lascio sul 67 a 61 per i Cavs, con l'immagine del cretino felice, tornato a casa ricoperto di neve, con tanto di pallotta in mano.

1 commenti:

Mentre tornavo a casa ho attraversato diversi canyon nella neve, interrogandomi sulle origini di tale fenomeno. Il solo camminare e affondare i piedi nella neve può dare simili risultati? Quanti camminatori servono e con che frequenza? Anche su Marte i can yon si sono formati così? Ma c'erano davvero poi sti canyon su Marte o è roba derivante dalle letture dell'infanzia? Come fa la neve a sembrare così compatta sul fondo del canyon? Mentre ero tutto preso da calcoli di tale importanza, ho svoltato l'angolo e sono letteralmente finito addosso a un signore che stava creando l'avvallamento da me percorso con una sana e vecchia vanga. Per evitarlo ho fatto un bel saltone fuori dalla trincea finendo immerso fino alle ginocchia nella neve. Mi sono scusato, mi ha risposto qualcosa in una lingua simile al marziano: "bauscelghetevedelestrad, maelfadeghè!". Tutto è diventato immediatamente chiaro e al contempo alieno: la pista giusta su cui continuare a indagare era quella marziana.

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