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21.1.15

John Wick


John Wick (USA, 2014)
di Chad Stahelski e David Leitch
con Keanu Reeves, Michael Nyqvist, Willem Dafoe, Adrianne Palicki

Ultimamente, Keanu Reeves s'è fatto cogliere dalla sindrome di Liam Neeson, seppur con quasi dieci anni d'anticipo rispetto a quando è capitato al nostro pensionato action preferito, e ha deciso di dedicarsi al cinema di menare, sparare e tirar calci volanti. Se da un lato, infatti, è innegabile che i film d'azione abbiano rappresentato una certa costante nella carriera del giovane Keanu, certo più che in quella del giovane Liam, dall'altro fra il terzo Matrix e Man of Tai Chi sono passati dieci anni secchi, durante i quali Keanu s'è dedicato soprattutto al cinema di parlare. Ma evidentemente a un certo punto è scattato qualcosa e il nostro amico ha deciso che voleva riprendere a divertirsi facendo il supereroe sul set. Ecco quindi che nel giro di un paio d'anni tira fuori l'esordio alla regia con un film sulle arti marziali in cui si riserva anche il ruolo da antagonista (Man of Tai Chi, appunto), un secondo film in cui se ne va a combattere creature mitologiche nell'estremo oriente (47 ronin) e infine si affida ai suoi coreografi di Matrix per la loro prima regia. Grande Keanu.

Il risultato di quest'ultima mossa è John Wick, una specie di noir d'azione in cui il protagonista è un uomo in preda a lutto disperato per la recente morte della moglie, aggrappato con forza a quel che gli rimane di lei, per la precisione un'auto vintage e un cagnolino. Mentre è impegnato a farsi una sana dose di affari suoi, un gruppo di mafiosetti russi, tra cui il figlio del boss locale, decide di prenderlo di mira e glie ne combina una di troppo. Quello che i poveretti non sanno è che hanno sfogato le proprie turbe giovanili sulla persona sbagliata, uno il cui nome fa tremare di paura chiunque lo conosca, quello che non viene usato come figura mitologica per spaventare i bambini la sera tardi perché anche le figure mitologiche hanno paura di lui. John Wick, appunto.

La persona sbagliata, exhibit A.

Ne segue un film che non si abbandona completamente all'azione sfrenata, ma riesce a mescolare in maniera convincente diversi stili, seguendo la semplice e tragica, storia del nostro eroe, raccontandone il circoletto di amici e conducendoci per mano in questo mondo allucinato di killer mossi da un ferreo codice d'onore. Cuore di quel mondo è un albergo dalle regole bizzarre, zona franca su cui non svelo molto perché è divertente da scoprire coi propri occhi e che è parte integrande del lavoro svolto su questa specie di universo parallelo cupo e fascinoso. E in questo luogo astratto, molto ben costruito e fotografato con un gran gusto per l'immagine, John si muove cercando vendetta, soddisfazione, o magari semplicemente un modo per sfogarsi, mentre l'intera rete di professionisti del settore che gli ruota attorno converge su di lui, senza avere troppo chiare le proporzioni del guaio in cui stanno andando a cacciarsi. Il che ci porta all'azione.

La persona sbagliata, exhibit B.

Ottimo il mondo surreale in cui si svolge tutto, ottima l'atmosfera, ottima la cura per l'immagine, ottimo in generale il fascino che ammanta tutto quanto, però poi dal film diretto dai coreografi di Matrix è anche lecito attendersi una certa dose di azione e divertimento. Li abbiamo? Fino a un certo punto. Il primo scontro a casa Wick e il macello in discoteca, protagonisti delle due gif animate che ho piazzato qua sopra, fanno molto bene il loro dovere. Non esprimono magari la brutalità a cui ci ha abituati un certo cinema orientale recente, ma sono dei gran bei balletti eleganti e spettacolari, nei quali la putenza (quasi) invincibile del personaggio interpretato dal nostro amico Keanu viene espressa a meraviglia. Va un po' meno bene per il confronto con la killer interpretata da Adrianne Palicki, che salvo comunque perché, ehi, Adrianne Palicki, ma soprattutto delude lo scontro finale, di un moscio che non ci si crede. E, insomma, ci sono anche delle giustificazioni narrative, per la sua moscezza, però, se mi fai uno scontro finale moscio, io esco dal cinema con l'amaro in bocca.

Ma nonostante questo mi sento di consigliare John Wick, perché quando ingrana è divertente per davvero, perché Keanu Reeves funziona alla grande nel ruolo, perché Adrianne Palicki e perché si tratta di un film molto curato nell'estetica e affascinante in parecchie trovate. Bella Keanu.

L'ho visto in lingua originale, al cinema, qua a Parigi, lo scorso novembre. Ne scribacchio solo oggi perché nei cinema italiani ci arriva questa settimana.

1 commenti:

bello bello, visto ieri ed è stato esattamente quello che mi aspettavo, e il finale non mi è dispiaciuto... se davvero diventerà un franchise come ho letto in giro, potrebbe essere una specie di nuovo fast & furious

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