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10.11.13

Lo spam della domenica mattina: Monaco mon amour


Allora, questa settimana ho ben due podcast da segnalare. Da una parte, il solito The Walking Podcast dedicato all'ultimo episodio di The Walking Dead. Dall'altra Italiani, il podcast con Vitoiuvara che fa le domande alla gente che vive fuori dall'Italia. Abbiamo partecipato io e Giovanna, non siamo riusciti a chiacchierare di alcune cose che secondo me sarebbe stato interessante dire, ma insomma, magari non è venuto fuori uno schifo. Boh, vai a sapere. Eppoi, su Outcast ho enucleato un'anteprima si fa per dire di Super Mario 3D World e il solito episodio di Old!, dedicato al novembre del 1973.

E nella settimana entrante si dovrebbero registrare Chiacchiere Borderline e Tentacolo viola!

9.11.13

La robbaccia del sabato mattina: I Difensori in TV!

 

Allora, questa settimana la Disney ha fatto due annunci importanti per il nerdverso. Il primo: Star Wars Episodio VII uscirà a dicembre del 2015. E vabbuò, whatever, lo sticazzi scorre potente, non è che ci sia molto da dire. L'altro: Netflix e Marvel metteranno in produzione quattro serie TV da almeno tredici episodi ciascuna, basate rispettivamente su Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist, che condurranno poi a una miniserie sui Difensori con loro quattro uniti per vincere. La cosa è chiaramente figlia del fatto che in Marvel hanno recuperato i diritti sui personaggi "urbani" e, presumibilmente, su tutto quel che gira loro attorno, quindi anche i vari Ben Urich, Elektra, amici e nemici. Significa che ruoterà tutto attorno ai malvagi piani di Kingpin? Vedremo apparire anche il Punitore? Nel doppiaggio italiano lo chiameranno The Punisher? Thomas Jane ci rimarrà malissimo, se non gli offrono la parte? Vai a sapere.

Ora, onestamente non so se nei fumetti i Difensori abbiano mai vantato una formazione composta da questi quattro personaggi (ricordo però che Iron Fist c'è passato), ma certamente la formazione "storica" è un po' diversa, con Hulk, Namor, Silver Surfer e il Dottor Strange (per altro il secondo e il terzo sono in mano alla Fox, quindi, anche volendo... ). Ma alla fine chissenefrega, il potenziale per fare una cosa ganza mi sembra ci sia. Tanto per cominciare, il taglio "urbano" di 'sti personaggi penso si presti molto al livello produttivo di una serie TV (fermo restando che vedere le cose realizzate con produzioni di livello cinematografico non è che faccia comunque mai schifo). In secondo luogo, Netflix butta fuori le serie in modalità SBRAM, tutti gli episodi assieme, cosa che a me fa solo e unicamente piacere. Ovviamente non è da escludere che l'intenzione sia anche di testare i personaggi per capire se possano avere senso per promuoverli poi a protagonisti di qualche film.

La domanda è: il tutto sarà ambientato nell'universo Marvel cinematografico? Mi parrebbe bizzarro se non lo fosse, vista la fatica fatta fino adesso per creare la continuity che spara da tutte le parti. Diamo quindi per scontato che lo sia. E quindi? E quindi va detto che ormai da tempo si vocifera che nella fase tre vedremo apparire il Dottor Strange, da sempre personaggio chiave per i Difensori. Inoltre, quest'improvvisa aggiunta di personaggi a valanga, visto che si parla di 2015, è sostanzialmente da considerare come parte della fase tre. Possibile che l'idea sia anche di far sempre più numero per poi organizzare una specie di Avengers 3 in stile Guerre Segrete? Vai a sapere.

Al di là di questo, mi piace l'idea che si provi a differenziare un pochino il target, in un certo senso. Alla fine Agents of S.H.I.E.L.D. è anche un po' la serie per famiglie sulla ABC, mentre il "sotto-universo" dei personaggi pseudo hard boiled lo mandano su Netflix. Poi dubito ne vengano fuori dei noir sanguinari, sempre roba di supereroi sarà, ma potenzialmente la cosa è intrigante. Ah, in tutto questo, è stato annunciato anche che la Marvel sta sviluppando un'altra serie con la ABC e pare credibile che possa essere quella dedicata a Peggy Carter di cui si vocifera da un pezzo.


Eppoi c'è questa cosa qua sopra, il nuovo trailer del remake di Robocop. E, beh, sostanzialmente non è che abbia molto da aggiungere a quel che pensavo del precedente trailer. Alla fine, secondo me, gli elementi perché possa venirne fuori una roba decente ci sarebbero anche. Il problema è che lo storico dei remake visti negli ultimi anni non è che faccia ben sperare, né in un buon film, né nel "rispetto dell'originale", che poi io vedo sempre come la cosa secondaria, fra le due. Mboh.

Il tasso di nerdaggine contenuto in questo post mi sembra sufficientemente elevato.

8.11.13

La mia Games Week, però a Parigi


Ho vissuto a Milano per trent'anni e al massimo mi organizzavano lo SMAU. Toh, quando ero piccolo, alla fiera campionaria di aprile (era ad aprile? Io mi ricordo che era ad aprile) c'era la sezione sala giochi con tutti gli ultimi coin-op. Me la ricordo come una cosa molto fica. Andavo in fiera solo per quello. Ma sto divagando. Dicevo, vivo a Milano per trent'anni, al massimo lo SMAU. E il SIM Hi-Fi! Poi, nel 2011, vado a vivere a Monaco di Baviera e SUBITO organizzano a Milano la Games Week. No, dico, qui c'è chiaramente del trolling. Fatto sta che, per un motivo o per l'altro, in questi tre anni non è mai capitato che me ne tornassi a Milano per l'occasione e quindi non ho la minima idea di come possa essere, 'sta Games Week. Non sapevo neanche che la facessero in città e non alla fiera fuori... ma sono matti? Ho visto qualche foto, ho visto qualche filmato, ho letto della mandria di bufali che distrugge lo stand Activision e finita lì. In compenso, quest'anno, sono stato alla Games Week di Parigi, che si è tenuta la settimana successiva a quella italiana, nello stesso polo fieristico che ho visitato durante il mio primo weekend da parigino, per la nippo-fiera.

E quindi, come m'è parsa, 'sta Games Week parigina? Beh, come detto, non ho modo di far paragoni, al di là del fatto che, a quanto mi dicono, pure qui Activision ha fatto la manovra del regalo di Call of Duty ma, pur con un forte assalto e pur col fatto che i francesi mi sembrano "fare la fila" esattamente come gli italiani, non dovrebbero esserci stati morti e dispersi. Posso però descrivere quel che ho visto. La fiera si svolgeva da mercoledì a domenica. In realtà martedì c'era la giornata per la stampa, a cui sarei potuto andare, ma mi ero distratto e non me ne sono accorto. Sono quindi andato mercoledì, nella speranza che non ci fosse troppa gente e fosse ancora vivibile. Lo era, in effetti, ma con un paio di note a margine. Di gente ce n'era a valanga, ma non sufficientemente a valanga da impedire di muoversi in giro senza problemi. Anzi, si respirava tranquillamente. Poi, certo, se avessi voluto provare dei giochi, mi sarei dovuto sucare le file. Ma non mi interessava provare giochi, quindi a posto. L'altra nota a margine riguarda il fatto che in realtà gran parte della valanga di gente stava seduta a seguire i tornei. Una roba impressionante, spalti dappertutto, tornei dappertutto, gente dappertutto seduta a guardare. Ma tanta, eh! Il che è ottimo, perché la gente seduta, ovviamente, non va in giro a sudare e sgomitare. In tutto questo, devo dire che è stato bizzarro girare per la fiera solo per il piacere di starmene un po' lì a guardarmi intorno, curiosare, vedere come fosse composta, senza essere minimamente interessato a provar giochi, far code, interviste, appuntamenti, ansia di dover dare copertura su qualche sito o rivista. Credo sia la prima volta che mi capita di visitare una fiera di videogiochi con questo spirito da, boh, quindici anni. È rilassante. Mi sono fatto i miei giri, ho curiosato, ho spulciato le bancarelle dei negozi, mi son fermato a chiacchierare un'oretta col Mazzega, tanti saluti, è stato bello. Fra l'altro, il posto è ottimamente servito da metropolitane e tram. All'andata in metro, al ritorno in tram, tutto molto comodo e rilassante. bello.

Le dimensioni non ho idea di come siano in rapporto a quelle della Games Week italiana, ma devo dire che - pur non essendo forse paragonabile alle fiere di settore che visito per lavoro - m'è parsa grande e abbondante, piena di roba, con spazi molto ampi (azzardo: il doppio o il triplo rispetto alla nippo-fiera di cui sopra, ma sto sparando a caso). La mia visita è iniziata entrando completamente a caso nella porzione più tranquilla della fiera, quella priva di bordello. In quest'area si trovano tutta la parte dedicata ai bambini (Skylanders come se piovessero), una sezione sugli sviluppatori francesi, dai più piccolini a gente grossa come Nadeo, qualche posto che vende cibarie, tutta la parte dedicata al retrogaming, una libreria che vende un sacco di roba fichissima che ti fa venire voglia di imparare il francese e poco altro. Ovviamente è la mia parte preferita della fiera. Agevolo qualche foto a caso.

I giochi della Francia, lì a destra.

La zona con le vetrinette che ti fanno commuovere.

Tabbellone di Bomberman in dieci! Raduno!

E il resto? Eh, il resto è la parte più chiassosa, fracassona e che alla fine mi interessa relativamente visitare, magari anche perché mi ricorda troppo di più quando alle fiere ci vado per lavoro. Comunque, in sostanza, è la parte noia. E infatti, al riguardo, non ho molto da dire, se non mettere in fila un po' di fotografie brutte con cose stupide scritte sotto.

 Primo impatto.

 WTF?
Ecco, questa cosa qua sopra è fica e si merita due righe. In pratica, diversi provider di internet, telefono e derivati, oltre a internet, telefono e TV, propongono anche videogiochi. Pure io, col mio decoder/router/whatever, ho trovato un gamepad. Ora, non che la cosa mi interessi particolarmente, però, per dire, Orange, nella sua offerta, include, fra le altre cose, un po' di roba da retrogaming, PES 2014 e Rayman Legends. O almeno questo mi sembra di aver capito. Beh, buttalo.

 Zona Nintendo.

 Super torneo di Mario Kart 7, la folla si esalta.

 Spalti griffati Namco Abbandai per...

 ... il torneo dei cartoni animati che si menano, ovviamente.

Zona Sony.

 Zona Microsoft.

 Zona Just Dance.

 Zona echer.

 Zona donne e motori gioie e dolori.

 In gabbia con Battlefield 4.

 Su le mani!

 Il torneo di Need for Speed.

Il tablet col pad attorno. O il pad col tablet in mezzo. O qualcosa del genere.

La poltrona che tutti vorremmo avere in salotto.

 Il torneo di... qualcosa. League of Legends? Boh. Comunque, notare i due cronisti.

 Il mondo in attesa delle finali ESWC di FIFA e una qualche roba di gente che si spara.

 L'onnipresente anello Bethesda.

Whatever.

La gente di Bungie che abbraccia i fan in un tripudio di amore maschio.

Quelli di Jeuxvideo.com che fanno la superdiretta dalla fiera, con gli ospiti.

E niente, tutto qua. In sostanza, tornei, tornei dovunque, tornei piccoli, tornei grossi, tornei enormi e tornei enormi coi cronisti che berciano nel microfono trasmessi in filodiffusione, tornei che escono dalle fottute pareti, tornei, tornei, tornei. A Milano era così?

E buon fine settimana a tutti!

7.11.13

Agents of S.H.I.E.L.D. 01X06: "FZZT"


Agents of S.H.I.E.L.D. 01X06: "FZZT" (USA, 2013)
creato da Joss Whedon, Jed Whedon, Maurissa Tancharoen
episodio diretto da Vincent Misiano
con Clark Gregg, Brett Dalton, Chloe Bennet, Iain De Caestecker, Elizabeth Henstridge

Dopo aver guardato il trailer di questo episodio, un paio di settimane fa, molti fan di vecchia data delle serie firmate Joss Whedon hanno iniziato ad aspettarsi che fosse in arrivo una Doyle, e così non è stato. Ciononostante, questo FZZT è proprio un bell'episodio, ben scritto e messo in scena, che, come già il precedente, prova a spostare il tono della serie verso una zona un pochino più cupa e dà l'impressione che gli sceneggiatori si sentano un po' meno obbligati a infilare per forza battute e battutacce ogni due secondi. La svolta di metà puntata, di nuovo, ci mostra un Coulson infilato in una situazione in cui non può fare nient'altro che assistere a una morte, seppur per motivi completamente diversi da quelli di due settimane fa, e la cosa viene raccontata in maniera molto efficace. Dopodiché arriva tutto il quid dell'episodio, incentrato sul provare a dare finalmente un minimo di profondità a Fitz e Simmons, fino a oggi non solo macchiette totali, ma anche duplicati l'uno dell'altra.

La cosa funziona abbastanza bene, finalmente i due vengono definiti un po' meglio (anche se siamo davvero al punto di partenza e nulla più), e nel complesso la vicenda fa il possibile per coinvolgere nella maniera giusta, anche se chiaramente paga il limite del nulla sotto vuoto spinto da cui prende il via il tutto. Da un lato c'è il fatto che la faccenda m'è risultata coinvolgente e perfino quasi emozionante, nonostante fino all'altro ieri dei due personaggi non me ne fregasse nulla. E questo è merito dell'episodio in sé. Dall'altro c'è appunto il fatto che la cosa non può che funzionare solo fino a un certo punto, perché fino all'altro ieri dei due personaggi non me ne fregava nulla. E questo è un demerito della serie fino a qui. Ma insomma, è un buon tentativo, fa il suo dovere e si conclude strappando pure un sorriso con l'azione di paracadutismo.

Di contro, onestamente, comincio ad averne un po' le palle piene del mistero di Coulson tirato avanti un millimetro alla volta e allo stesso tempo comincia anche a stancarmi un po' il fatto che si debba sempre andare a rifarsi agli avvenimenti dei film. Certo, l'universo in cui tutto si svolge è quello, però è un po' limitante, questo dover ricondurre la maggior parte di quel che capita The Avengers e Iron Man 3. Da un certo punto di vista, tanto quanto alcuni film della Fase 1 cinematografica sembravano quasi solo esistere in funzione del preparare The Avengers, questo telefilm, fino a oggi, a tratti sembra non avere il coraggio di trovare una sua identità e limitarsi ad esistere solo in funzione del raccontare conseguenze di The Avengers. Capisco ci sia anche l'esigenza di far funzionare tutto quanto assieme, però rimane il fatto che un po' va bene, anzi, è proprio bello, ma alla lunga stanca. Nonostante questo, continuo a vedere una crescita e mi fa anche piacere che, seppur in maniera appena sfiorata, si sia tornati a toccare il tema dei semplici esseri umani alle prese con questo mondo improvvisamente diventato tutto matto. Vediamo.

E nel prossimo episodio pare si voglia dare spazio all'altra metà del duo di scienziati picchiatelli. Su, su, ché la strada è quella giusta. Percorriamola, forza.

Oggi escono Rampart e Prisoners


Oggi esce al cinema in Italia Prisoners, che ho visto qua a Parigi la scorsa settimana e di cui ho scritto a questo indirizzo qua. È un film che inizia benissimo e poi, a due terzi del viaggio, decide di andarsene quasi completamente a mignotte. Su premesse quasi identiche, mi è piaciuto molto di più Big Bad Wolves, che però al cinema in Italia mi sa che non lo vedete manco col binocolo. Di quello ho scritto a quest'altro indirizzo qui. Inoltre, sempre oggi, esce Rampart, che ho visto l'anno scorso a Monaco e di cui ho scritto a quest'altro indirizzo ancora qua. E questo, secondo me, è bello assai.

Lunedì, invece, sono andato a vedere Snowpiercer, che è una ficata e ho già eletto come mio film dell'anno fra quelli che non escono in Italia. Poi magari mi sbaglio ed esce in Italia. Speriamo, dai.

6.11.13

Cazzotti contro il muro


Allora, abbiamo il primo teaser trailer per The Raid 2. Che mi salta fuori a sorpresa a fagiuolo per pubblicare un post veloce veloce, senza nulla da dire, in una giornata in cui non ho forza/tempo/voglia di scrivere altre robe più sensate.


E dunque, diciamo che il trailerino è incentrato soprattutto sull'idea di fare un film che c'ha un pizzico di trama in più e prova a proporre un'estetica tutta luccicante e splendida splendente in stile film cino-asiatico medio, con tanto di melodramma applicato. Questo, nel primo The Raid, veniva ridotto ai cinque minuti iniziali e finali, con ogni tanto qualche inserto veloce qui e lì. Per il resto erano calci in culo dall'inizio alla fine. Ed era bellissimo. E mi accorgo che dopo averlo finalmente visto non ne ho mai scritto qua dentro. Mi sembra un ottimo motivo per riguardarlo il prima possibile, oltre che un indice di quanto ci sia di sbagliato nella mia gestione delle priorità. Tanto più che a inizio dicembre dovrebbe finalmente uscire direttamente in video sul mercato italiano (o così leggo in giro, comunque). A questo punto diventa però lecito chiedersi se con questo seguito Gareth Evans si sia fatto prendere dalle manie di grandezza e voglia fare il film "serio" da grande autore. La risposta, in teoria, sta nella parte finale del trailer, tutta morti e dispersi, però il dubbio viene. Boh, speriamo. Per il momento, comunque, discreta fotta.

A proposito di film che in Italia vai a sapere, lunedì sono andato a vedermi al cinema Snowpiercer, che è una ficata allucinante e nettamente il mio film dell'anno fra quelli che in Italia vai a sapere.

5.11.13

The Walking Dead 04X04: "Indifferenza"


The Walking Dead 04X04: "Indifference" (USA, 2013)
con le mani in pasta di Scott Gimple e Robert Kirkman 
episodio diretto da Tricia Brock
con Andrew Lincoln, Norman Reedus, Melissa McBride, Chad L. Coleman, Danai Gurira, Lawrence Gilliard Jr.

Se c'è una singola cosa che ho apprezzato nella scrittura di The Walking Dead fino a qui, anche nei suoi momenti peggiori, è il fatto di non volersi quasi mai incistare menando la uallera all'infinito con questo o quel segreto, con le pantomime del detto e del non detto. I protagonisti di questo telefilm hanno la tendenza ad affrontare le faccende, forse perché motivati dalla scarsa aspettativa di vita. Mi viene in mente il confronto fra Rick e Lori in cui hanno chiacchierato di corna senza stare a girarci troppo attorno, per esempio. O anche quella volta in cui Rick s'è lasciato andare e ha spiegato a Hershel che da un paio di giorni se ne andava in giro per il carcere inseguendo fantasmi. Ed è un'ottima cosa, che fra l'altro rende molto più accettabili quelle occasioni che fanno da eccezione, specie se contestualizzate con un qualche senso narrativo, tipo il tentativo di riappacificazione fra Lori e Rick e tutte le cose che ancora non erano riusciti a dirsi prima che succedesse quel che è successo. Ecco. Pensando a questo, mi chiedevo quanto ci saremmo trascinati dietro la rivelazione finale dello scorso episodio e i relativi dubbi. Beh, non molto.


In questo senso, si è trattato di un episodio interessante non solo per come alla fine si sono concluse le cose e per la curiosità di scoprire le conseguenze in arrivo, ma proprio per l'intero sviluppo della faccenda. In che modo ha ragionato, Rick? Che intenzioni aveva, nel portarsi dietro Carol? Quanto ha riflettuto su cosa fare? Quanto hanno pesato le singole cose accadute durante la spedizione? Quanto c'è di ipocrita nella sua scelta, o in generale nel giudizio che dà delle azioni di Carol, nel momento stesso in cui poi anche lui si prende la responsabilità di fare una scelta senza consultare nessun altro? La risposta, alla fine, è quel che sembra dominare un po' tutto l'episodio: in mezzo a tanto parlare di comunità, di votazioni, di sopravvivere assieme, ognuno si comporta in base a quel che decide essere necessario per la propria sopravvivenza, al limite per quella di chi gli sta immediatamente vicino, e chiunque altro, qualsiasi altra cosa, passa in secondo piano. Ed è soprattutto nel modo in cui prova ad affrontare questi temi, l'evoluzione caratteriale e comportamentale delle persone e le scelte che mano a mano si compiono, che sta funzionando molto bene la quarta stagione di The Walking Dead.

Per il resto, in questo episodio c'è la solita dose di zombi, anche se magari un po' meno creativa che nei precedenti, c'è il solito Tyreese bomba a orologeria in procinto di esplodere, c'è Daryl che fa il cane da tartufo strofinandosi sul naso una cosa a caso raccolta per terra e ci sono altre cinque, sei, sette o otto cose che rimangono li appese e che ci vengono sventolate davanti un po' con quella voglia di farci dannare chiedendoci cosa stia per capitare. Fra trasmissioni radio, personaggi minori che spariscono, accenni a questa e quell'altra cosa, è tutto un turbinio di elementi che potrebbero tornare in ballo col Governatore, essere accenni all'eventuale imminente comparsa di una nuova comunità di sopravvissuti o magari finire a fare da base per l'annunciato spin-off. Chi vivrà vedrà.

E intanto ricominciano a prendere per i fondelli coi titoli degli episodi: l'ottavo, quello prima della pausa di metà stagione, si intitolerà Too Far Gone, come il tredicesimo paperback del fumetto, con cui però, apparentemente, è difficile che abbia molto in comune (a quel punto si era andati ben oltre la saga della prigione). D'altra parte, l'anno scorso, hanno fatto lo stesso giochetto mescolando le cose. E tutto sommato, a voler ben vedere, qualche tema e qualche avvenimento di quella fase a fumetti potrebbero essere in arrivo. Vai a sapere.

4.11.13

Thor: The Dark World


Thor: The Dark World (USA, 2013)
di Alan Taylor
con Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Natalie Portman, Christopher Eccleston, Anthony Hopkins

Thor: The Dark World si apre con un lungo prologo in cui ci viene raccontata la - banale e poco interessante - storia di Malekith, dei suoi elfi oscuri e di come il nonno di Thor se ne sia liberato prendendoli a calci sulle gengive con gran gusto e all'insegna dell'imperialismo spinto asgardiano. Una mezz'ora scarsa dopo, quella nana di Jane Foster (#teamladysif, #teamjaimiealexander) si presenta ad Asgard e, appena la vede, Odino decide che è il caso di raccontarle la fiaba della buonanotte facendole il riassuntone della leggenda di Malekith. Apre quindi il libro illustrato e racconta di nuovo - a lei, ma anche a noi spettatori angosciati dalla noia - le stesse cose che il film ci aveva mostrato in apertura. Forse c'era il timore che la storia di un popolo massacrato e un imperatore desideroso di vendetta fosse troppo complicata da capire, o forse non sapevano come riempire le due ore di durata sindacale. Tutto questo è un po' il riassunto in piccolo di Thor: The Dark World, un film che si perde inseguendo il superfluo e l'inutile, senza trovare il tempo e lo spazio per dare sostanza a ciò che conterebbe.

Intendiamoci, la cosa è ovviamente voluta, si tratta di un film pensato per seppellire d'azione e caos i bambini - effettivi o interiori - seduti sulle poltroncine del cinema, ma si mastica comunque amaro, specie poi con in testa tutti i pipponi del regista Alan Taylor relativi alla presunta profondità del cattivone di turno, nel rendersi conto che hanno scritturato Christopher Eccleston solo per fargli fare un'oretta di facce brutte. E la faccia brutta ce l'ha, intendiamoci, quindi va benissimo, ma insomma, fategli dire qualcosa, a 'sto povero cristo. Il potenziale per avere un buon cattivo e magari anche per raccontare di un Odino e un'Asgard metaforona di qualcos'altro c'era e la scelta di spostare il tono dallo spettacolone colorato del primo film a uno sguardo più polveroso e cupo, al popolino che abita la metropoli fantascientifica, si sarebbe prestata benissimo. E invece niente, il tutto si riduce a due accenni, a raccontare una storiellina barbosa, prevedibile e in cui quasi ogni colpo di scena viene ritrattato cinque minuti dopo e al mostrare sostanzialmente le stesse robe del primo film, ricoperte però da una patina di fango e polvere. Oltretutto, che senso ha ingaggiare Alan Taylor perché dovrebbe essere bravo a dirigere le battaglie (oh, ha fatto Il trono di spade, che scherzi?) se poi c'è una sola battaglia vera e propria, è all'inizio del film e non conta nulla? A questo punto rimpiango la visione fulminante, colorata e kirbyana che aveva dato Kenneth Branagh, guarda. L'unico momento veramente fico del film? Idris Elba che distrugge un'astronave a coltellate. Sul serio

Dopo aver sedotto Charlize Theron, che vuoi che sia?

Dopodiché, Thor: The Dark World non è un film brutto, è solo un episodio "medio" e tranquillamente guardabile della serie cinematografica Marvel. Non fa casino, non sporca e zitto zitto fa anche lui il suo dovere da film post-The Avengers e pre-Avengers: Age of Ultron, ma non si può proprio dire che lasci un buon ricordo di sé. Conferma fra l'altro il trend della seconda fase Marvel già aperto da Iron Man 3: ti fanno il trailer iper-drammatico, ma poi il film la butta sul ridere come al solito. Il che sarà un limite per chi non ama la Marvel cinematografica buffonesca, ma di fatto è l'unico aspetto che tiene in piedi la baracca. Innanzitutto torna il tema del pesce fuor d'acqua, non solo con Thor sulla terra, ma anche con Jane Foster su Asgard. E su entrambi i fronti ne vengon fuori gag simpatiche, nonostante Chris Hemsworth sia un attore talmente versatile che sembra di stare davanti a James Hunt con addosso il costume di Halloween... anche se bisogna ammettere che è pure colpa di una sceneggiatura che gli dà proprio pochino da fare. Ma soprattutto, grazie al cielo, dopo un'oretta scarsa entra in scena il Loki di un come al solito splendido Tom Hiddleston, che dà spettacolo ininterrotto, riesce perfino a regalare dignità a Chris Hemsworth grazie ai loro battibecchi da Casa Vianello e sostanzialmente si mangia il film senza avere alcuna intenzione di restituirlo. Purtroppo, a un certo punto la sceneggiatura glie lo strappa di mano e si ritorna preda del torpore. Ma finché dura, è davvero un gran divertimento (con fra l'altro uno splendido cameo). E poi basta, niente, si sopravvive giusto per vedere la moscia scena sui titoli di coda, che ha il solo pregio di mostrare [SPOILER] che fa lo scemo e farci capire che tripudio di gomma, colore e assurdità sarà il Guardians of the Galaxy di James Gunn. Non vedo l'ora, quello sì.

L'ho visto al cinema qua a Parigi, in 3D e in lingua originale, che alla fine merita sempre comunque, se non altro perché parlano tutti aulico, ma insomma. Il 3D è totalmente superfluo, ma quantomeno non particolarmente dannoso. In Italia esce il 20 novembre. Occhio: l'episodio di Agents of S.H.I.E.L.D. che andrà in onda il 19 sarà ambientato dopo questo film.

3.11.13

Lo spam della domenica mattina: Realtà aumentata


Un'altra settimana con poco o nulla da segnalare, non c'è niente da vedere, circolare. Stamattina è uscita su IGN la mia recensione (che se l'è presa comoda) di Open Me! per PlayStation Vita, mentre ieri, su Outcast, ho blaterato di Future Wars in Racconti dall'ospizio. Ah, mercoledì, ovviamente, abbiamo pubblicato il nuovo The Walking Podcast, dedicato al terzo episodio della quarta stagione di The Walking Dead.

Forse questa settimana che arriva si registrano altre cose. Non faccio promesse.

2.11.13

La robbaccia del sabato mattina: morti e altro


Questa piovosa settimana parigina che è piovosa come tutte le settimane parigine mi ha visto tornare più o meno in piena (scusate l'attorcigliamento) attività, ma ha visto anche succedere tante cose nel mondo del nerdverso. Il primo trailer di X-Men: Giorni di un futuro passato  e la relativa (mancanza di) fotta li abbiamo coperti in diretta venerdì, quindi qui ci dedichiamo ad altro. Tipo le notizie, belle, brutte e medie. Kevin Tancharoen, per esempio, si è spaccato i maroni dopo tre anni di Mortal Kombat e ha annunciato su Twitter la sua decisione di mollare tutto. Non lavorerà quindi al film messo in produzione grazie ai suoi sforzi e non curerà, se mai dovesse essere realizzata, la terza stagione di Mortal Kombat: Legacy. Il che, considerando che la seconda si è chiusa con un cliffhanger nel bel mezzo di un combattimento, fa un po' girare i maroni a me. Ma, ehi, che gli vuoi dire?


Nel mentre, Clive Barker annuncia su Facebook che Ciccio Weinstein gli ha dato l'OK per scrivere la sceneggiatura di un nuovo Hellraiser e gli ha pure risposto "Ma sì, dai" alla pretesa di recuperare Doug Bradley nei panni di Pinhead. Esterno moderata fotta e accarezzo il cofanetto cubico appoggiato sullo scaffale. Mi viene quasi voglia di riguardarli tutti. Poi mi ricordo che fanno quasi tutti cacare e ci ripenso. Vediamo. Fra l'altro, a proposito di horror geriatrico, sembra ufficialmente definitivamente confermato forse no aspetta ma sì dai chi lo sa vediamo che si farà un L'armata delle tenebre 2 con tanto di Bruce Campbell. Non è chiaro se il tutto si andrà a incrociare con il remake di La casa, anche considerando quel che lì si intravedeva nei titoli di coda. Vai a sapere.



Il nuovo film di Isao Takahata. Non sembra una roba meravigliosa? A proposito!



La versione live action di Kiki - Consegne a domicilio, uno fra i miei film preferiti di Hayao Miyazaki. Non sembra una roba ignobile? A proposito!



La versione live action di Belle & Sebastien. Non sembra una roba che voglio morire? L'altro ieri al cinema ho visto questo trailer. Volevo morire.



Questo mi sembra la versione HBO che si prende fortissimamente sul serio di Justified. Potrebbe non essere una cosa negativa. Comunque, True Detective, inizia a gennaio.



Nuovo trailer per The Wolf of Wall Street, che a occhio potrebbe essere orrendo o bellissimo proprio così, a caso, a seconda di come capita. Vediamo, l'anno prossimo.



Il Police Story del nuovo millennio, tutto crudo, serioso e brutalissimo. Promette bene.



Chiudiamo con il main trailer di The Lego Movie, dai registi di Piovono polpette e 21 Jump Street. È stupidissimo. Non vedo l'ora. Davvero!

Ieri sera sono andato a vedere il nuovo Thor. E insomma.

 
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